Marche.“Ricostruire le comunità” tenendo al centro le persone, a Castelraimondo il laboratorio sul futuro delle aree colpite dal sisma

20 Gennaio 2017 - "Ricostruire le comunità significa per noi dire che la ricostruzione non può essere solo materiale ma deve essere affiancata e guidata dalla ricostruzione di un tessuto sociale, economico e produttivo che metta al centro la persona e sia capace di rispondere ai suoi bisogni". Così Silvia Spinaci, responsabile della Cisl di Macerata nel corso del laboratorio svoltosi a  Castelraimondo sul sul futuro delle aree colpite dal sisma.

“Ricostruire le comunità” tenendo al centro le persone è la parola d’ordine della Cisl, che attraverso la formula del laboratorio ha voluto agevolare il confronto tra i soggetti che gestiscono le leve dello sviluppo locale, per gettare i semi di questa visione di futuro.Esperienze e prospettive a confronto a Castelraimondo per definire un’idea di futuro dell’entroterra maceratese dopo le ripetute scosse di terremoto che hanno colpito il territorio da agosto 2016.

 All'evento, promosso dalla Cisl di Macerata e di Tolentino e coordinato da Silvia Spinaci e Rocco Gravina, segretario della Fim Cisl Marche, hanno preso parte con la loro testimonianza Roberto Mocci, dipendente della Nerea, Luciana Salvucci, dirigente scolastica, Maurizio Sabbatini, allevatore locale, Paolo Isabettini dell'associazione Daje Marche e Francesca Basha, studentessa UniCam. Nella seconda parte del laboratorio sono intervenuti la parlamentare marchigiana Irene Manzi, i rappresentanti delle istituzioni regionali, provinciali, territoriali e il Rettore dell'Università di Camerino Flavio Corradini. L'iniziativa, patrocinata dal Comune di Castelraimondo, è stata introdotta dal sindaco Renzo Marinelli e conclusa con l'intervento di Marco Ferracuti, segretario regionale Cisl Marche.

«Servono azioni condivise di sviluppo tra tutti i soggetti del territorio per progettare una visione strategica che utilizzi come volano le risorse economiche a disposizione – dichiara Marco Ferracuti – . Ciò significa lavorare in rete e trovare la giusta sintesi tra il livello di coordinamento regionale e le concrete esigenze espresse dalle singole realtà locali attraverso tavoli territoriali».

«Dobbiamo ripensarci come territorio, come soggetto corale, - aggiunge Silvia Spinaci - costruendo, a partire, dall’impiego dei fondi europei, una nostra visione fatta di sinergie forti tra tutti i soggetti del territorio: istituzioni, associazioni di categoria, sindacati, università, realtà produttive e culturali insieme per costruire un progetto condiviso e integrato di ricostruzione e sviluppo territoriale. La Cisl si candida ad essere un nodo di rete impegnato ad agevolare la costruzione di queste sinergie».

Per Cesare Spuri, direttore dell'Ufficio Speciale per la Ricostruzione, «L'emergenza non è finita ma dobbiamo guardare oltre, avere una prospettiva. La ricostruzione deve rispettare le caratteristiche delle Marche e dei suoi cittadini, adattandola alle loro esigenze».

«Il nostro territorio indebolito ha bisogno di segnali chiari, a partire dal sistema dei servizi come viabilità, scuola e sanità – ribadisce Antonio Pettinari, presidente della Provincia di Macerata -. Dobbiamo fare in modo che siano le comunità locali a decidere le modalità con le quali ripristinare gli assetti. Si alla legalità, no alla burocratizzazione e all’accentramento».

L'assessore regionale Angelo Sciapichetti ha sottolineato la necessità di avviare una ricostruzione «Senza fretta, con una seria riflessione sulle modalità di valorizzazione del patrimonio e del sapere. Dobbiamo lavorare insieme, mettendo da parte campanilismi, polemiche e contrapposizioni. In tempi brevi, 4 mesi, dovremo mettere in campo una conferenza programmatica per il territorio».

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