Puglia.Sicet Cisl Foggia: Angelo Sgobbo rieletto segretario generale nel VII congresso territoriale

Foggia, 1 marzo 2017. “Promuovere veri progetti di sostenibilità per la Capitanata”. E’ l’appello lanciato da Angelo Sgobbo, rieletto segretario generale del Sicet Cisl di Foggia nel corso del congresso territoriale svoltosi a Foggia il 1 marzo 2017. “L’emergenza abitativa e l’inclusione sociale” sono stati i temi della settima assemblea congressuale del Sindacato Inquilini Casa e Territorio della Cisl, che si è tenuta alla presenza di Emilio Di Conza, segretario generale della Ust Cisl di Foggia, di Paolo Cicerone, Segretario Generale del Sicet di Puglia, e di Guido Piran, Segretario Generale Nazionale del Sicet. Il congresso del Sicet ha, inoltre, eletto Leonardo Piacquaddio e Assunta Russo, quali componenti della segreteria territoriale. “In Italia e in particolare nel nostro territorio, la casa è un problema di emergenza abitativa”, ha affermato Sgobbo. “Il continuo ridimensionamento ed i tagli alla spesa sociale non sono la giusta soluzione, ma bisogna – ha aggiunto il segretario del Sicet di Foggia - ripensare alla spesa per l’abitare, diversa dalle semplici detrazioni o dai piani-casa, soprattutto garantendo i livelli minimi essenziali”. Per il Sicet, “i numeri dell’emergenza abitativa in Capitanata sono da libro nero. Nell'ultimo anno ci sono state 5000 richieste per il Fondo Sostegno Affitti (L. 431/98) di cui 1.061 a Foggia città. I numeri sono allo stesso modo preoccupanti anche per le richieste di alloggi di edilizia residenziale pubblica di cui circa 800 nella città capoluogo”. A tal proposito, il sindacato sottolinea la presenza, in provincia di Foggia, di una vasta popolazione che ha “un livello reddituale che non consente di accedere all’edilizia residenziale pubblica, ma non è altrettanto sufficiente al pagamento degli affitti a canone libero, che sfiorano a Foggia livelli simili a quelli delle grandi città italiane, o all’accensione e mantenimento di mutui per l’acquisto di casa di proprietà”. Rilevanti sono i dati relativi agli sfratti da locazione. “Sono mediamente 300 i nuovi provvedimenti di sfratto ogni anno, circa 1000 le richieste di esecuzione. Una famiglia foggiana su 850, ogni anno viene colpita da una richiesta di sfratto in attesa di esecuzione. Una vera e propria battaglia per la sopravvivenza”. La maggior parte sono dovuti alla morosità incolpevole per perdita o mancanza di occupazione. Siamo di fronte ha, evidenziato Sgobbo, ad “una platea di inquilini tra le più bisognose e carenti di tutele. Ciò rischia di provocare vere e proprie crisi sociali, che andrebbero ad accrescere la già disagiata situazione di questa provincia”. L’appello del Sicet è rivolto agli amministratori provinciali: “C’è bisogno che i comuni del foggiano implementino le risorse del Fondo Sostegno Affitti, azzerato dal Governo centrale. C’è bisogno di cospicue risorse per il fondo per la morosità incolpevole. Bisogna farsi carico dei problemi di chi non può permettersi una casa in affitto o di proprietà, investendo in edilizia residenziale pubblica, aumentando l’offerta di case popolari, che siano quanto più energeticamente efficienti e che, soprattutto, siano costruite tenendo in considerazione che non bisogna creare nuovi ghetti o quartieri dormitorio”. Per il Sicet, sono necessari piani a lungo termine, “facendo ricorso ai bandi ed ai fondi strutturali europei, cercando non solo di fornire un'offerta di case popolari adeguata, ma impegnandosi al recupero delle periferie, abbandonate ed in condizioni tali da rappresentare, in maniera quanto più negativa possibile, l'immagine delle nostre città. Basti pensare a Foggia ed alle sue maggiori arterie di ingresso nel centro urbano: via S. Severo, Via Lucera, Via Napoli, Corso del Mezzogiorno caratterizzate da baraccopoli, strade distrutte, carenze di servizi ed illuminazione adeguate. Il futuro dovrà vederci tutti impegnati a garantire alle nostre città un'immagine dignitosa – ha sottolineato il segretario Sicet - garantendo, anche a chi abita nelle periferie, ambienti decorosi, sicuri e serviti dai minimi livelli di servizi”.

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