Calabria. Tramonti (Cisl Calabria): Svolta su lavoro e sviluppo

Calabria, 3 marzo 2017. Le manifestazioni degli ultimi giorni a sostegno delle tante vertenze aperte dimostrano che occorre una netta invenzione di tendenza sulle politiche per lo sviluppo e il lavoro in Calabria. A sostenerlo il segretario generale CISL Calabria Paolo Tramonti secondo il quale la larga partecipazione registrata presso la Cittadella regionale per la vicenda dei tirocinanti della Giustizia conferma il persistente malessere sociale presente nella nostra Regione. E’ arrivato il momento - afferma Tramonti – di mettere in campo interventi strutturali che vadano oltre la pur necessaria gestione delle singole vertenze. Pur ritenendo positivo l’avvio degli ultimi bandi sulle politiche attive da parte della Regione Calabria va precisato che si tratta comunque di interventi parziali rispetto alla complessità dei temi sul tappeto. Per la CISL non è più rinviabile il varo di un Piano Straordinario per il lavoro e l’occupazione in Calabria strettamente legato alle prospettive di rilancio economico e produttivo attraverso la concentrazione su obiettivi prioritari utilizzando risorse comunitarie, nazionali e regionali, in particolare del POR 2014-2020 e del Patto per la Calabria. In questo ambito occorre rilanciare su Gioia Tauro, infrastrutture, trasporti, forestazione, socio-sanitario e legalità. La costituzione del tavolo del partenariato economico-sociale sul POR e della cabina di regia sul Patto per la Calabria deve adesso trovare concreta attuazione attraverso un confronto vero tra Governo regionale e parti sociali. Non è sufficiente la convocazione di tavoli una tantum se si vogliono davvero raggiungere risultati in grado di incidere sulle condizioni economiche e sociali della nostra Regione. Il Governo regionale deve dimostrare con i fatti se crede realmente nel confronto con il sindacato e quindi agire di conseguenza oppure limitare le interlocuzioni soltanto in presenza di tensioni sociali. Le fallimentari esperienze del passato, caratterizzate dalla sistematica mancanza di programmazione, dimostrano che soltanto attraverso un’intesa tra i soggetti istituzionali, politici, sociali, imprenditoriali sui temi dello sviluppo, del lavoro, del sociale, della legalità è possibile dare risposte alle tante questioni aperte e avviare processi virtuosi in grado di frenare il crescente disagio sociale e l’emigrazione, soprattutto giovanile.

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