Congresso Cisl Taranto Brindisi. Ventura: dibattito su giovani e sindacato

Brindisi, 14 marzo 2017. Nel corso dei lavori del Congresso della Cisl Taranto Brindisi, Angelo Caputo, giornalista, ha coordinato un breve dibattito fra il giovane Matteo Conte che ha collaborato ad una recente inchiesta sulla percezione del mondo giovanile nei confronti del sindacato - commissionata dalla Cisl Puglia Basilicata - ed la Segretaria organizzativa confederale Giovanna Ventura. “Più del 70% dei giovani intervistati ha risposto che non intendono impegnarsi nel sindacato – ha commentato Ventura – e questo è un dato preoccupante.” Il giovane Matteo ha chiesto al Segretario come si potrebbe costruire una comunicazione efficace per i giovani attraverso anche i social network. Giovanna Ventura: “Siamo molto presenti come Cisl in tutti i social network e con una televisione. Non riusciamo a sfondare tra i giovani perché abbiamo tentato attraverso le Federazioni di recuperare indirizzi e-mail e di twitter di tutti i delegati Cisl, cioè delle rispettive reti. Non siamo riusciti ad ottenere risultati attesi, forse per la gelosia di dare quei dati; insomma siamo bloccati nella nostra prima linea. Da questa estate abbiamo impostato un’altra comunità on line, quella di Vivace, per i lavoratori con partita Iva. Forse avremmo bisogno di giovani che entrino dentro il sindacato. Insomma gli strumenti della comunicazione li abbiamo tutti ma forse non riusciamo ancora ad usarli al meglio tutti insieme, Confederazione e Federazioni.” Matteo ha rilanciato: In che modo il sindacato potrebbe venire incontro ai giovani? Seguendo quale linea di pensiero? Giovanna Ventura: “Sono d’accordo sulla necessità di contatti più frequenti. Pensiamo anche a possibili tirocini o stage con i giovani universitari. Abbiamo fatto diverse convenzioni con Università ma sostanzialmente siamo in ritardo. L’idea dell’alternanza scuola-lavoro è molto giusta; ecco un canale che potrebbe far avvicinare il sindacato ai giovani. Anche il filone della formazione professionale che tradizionalmente abbiamo sempre presidiato può e deve essere incentivato. Anche i giovani tuttavia non sono un mondo omogeneo. I millenials ad esempio hanno linguaggi molto diversi. La Cisl è un’associazione, non un Ente pubblico. Le nostre sedi sono sempre aperte e possono diventare per loro luoghi concreti di aggregazione.” Matteo: nelle Università c’è un grosso numero di giovani che vuol cambiare la propria situazione ma senza voler dare un proprio contributo responsabile. Cosa potrebbe fare la Cisl per promuovere anche un positivo scambio intergenerazionale? Giovanna Ventura: “Una volta dentro le Università e anche fuori esistevano luoghi di aggregazione dove si alimentava un dibattito tra persone che la pensavano diversamente. C’erano anche gli Oratori, i Partiti. Era una società che creava tanti luoghi di aggregazione ed alimentava un forte dibattito. Oggi questi mondi sono diventati un po’ chiusi – lo è diventata anche l’Università – ed i Partiti hanno perso ruolo sul territorio; ecco che i social network sono diventati i luoghi del confronto. Le sedi Cisl sono luoghi fisici dove è possibile trovarsi faccia a faccia. Stiamo pensando allo sportello incontro domanda-offerta, per avvicinare i giovani. Ma se poi i giovani decidono di non fermarsi, è difficile ottenere risultati. Allora la questione è creare una nuova cultura, che induca all’incontro fisico e non solo virtuale. E’ oggettivamente difficile fare sindacato solo con i social. Il 72,64% di associati Cisl tra i lavoratori attivi sono ultraquarantenni. Nei pensionati una percentuale altissima è ultra 75enne.” Matteo ha concluso con una sua riflessione: ci sono molti giovani che si spendono con molta passione, proiettati verso il raggiungimento dei propri obiettivi. Occorre riflettere sul fatto che possiamo chiamare mondo solo quello in cui possiamo dare il nostro contributo. Giovanna Ventura: “Dobbiamo considerare che se parliamo di giovani lavoratori e lavoratrici, osserviamo la difficoltà ad associarsi al sindacato per non essere considerati degli eversivi. La Cisl deve trovare gli strumenti utili. L’alternanza scuola-lavoro. Il superamento del precariato. Partecipazione al sindacato anche da una situazione di loro precariato, per farli partecipare agli organismi statutari, per superare i timori che la loro situazione non sia interessante per il sindacato. Insomma la Cisl è connessa ma ancora deve forse trovare la rete giusta.”

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