Lombardia.Concluso il Congresso della Fir Cisl regionale

Milano, 29 marzo 2017. La ricerca pubblica dev'essere il motore per il rilancio dell'economia e occorre una governance unica che dia le linee strategiche. Questo il messaggio lanciato dalla 4a assemblea congressuale della Fir Cisl Lombardia, il sindacato dei lavoratori degli enti pubblici di ricerca come Cn, Istat, Crea, solo per citarne alcuni. Al termine dei lavori il direttivo ha riconfermato la squadra di segreteria: Stefano Basile (segretario generale), Fabio Dellera, Antonella Vescovi.

“La ricerca pubblica deve essere il motore per il rilancio dell'economia. - ha detto il segretario generale Stefano Basile nella sua relazione introduttiva -. Con l'applicazione della ricerca pubblica nell'industria noi miglioriamo il Paese, dobbiamo quindi promuovere l'interazione tra i due diversi ambiti”. “In Lombardia il 33% delle aziende, vale a dire 5.000 su 15.000 a livello nazionale, dichiara di fare innovazione e ricerca - ha aggiunto -. Bisogna far sì che industria e ricerca pubblica possano creare il terreno fertile per dare prospettive ai nostri ricercatori ed evitare che vadano all'estero”. Il fenomeno della fuga dei talenti italiani all'estero è un onere anche economico per il nostro paese. “Ogni ricercatore costa allo stato mediamente 500mila euro, in termini di investimento nel percorso di istruzione – sottolinea Basile – e noi rischiamo di perderlo perché non si fa ricerca e innovazione? Assurdo”. Una strategia vincente sul fronte della ricerca richiederebbe un'unica governance. Lo ha ribadito il segretario generale della Fir Cisl, Giuseppe De Biase, sottolineando che dovrebbe essere il Consiglio dei ministri ad averne la competenza e a dare la linea. Solo così, secondo il sindacato, con una regia unica nazionale e risorse adeguate, si può pensare di valorizzare la ricerca e l'innovazione, alle quali oggi è destinata una minima percentuale di Pil. All'assemblea congressuale è intervenuto anche il segretario regionale Cisl, Paola Gilardoni, che ha indicato le sfide aperte per un sindacato che vuole stare al passo col cambiamento. “Ormai è chiaro che è in atto una fase di trasformazione generale che coinvolge trasversalmente l'ambito sociale e lavorativo - ha detto Gilardoni -. Dobbiamo gettare lo sguardo oltre i confini nazionali ma non distogliere l'attenzione dal territorio, per dare sostegno al lavoro e saper leggere i nuovi bisogni sociali”. “In quest'ottica – ha aggiunto - la contrattazione è una forma di tutela ma anche di partecipazione responsabile e attiva nelle nostre comunità”.

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