Calabria. Perrone (Cisl Reggio Calabria): Improcrastinabile un confronto serio per combattere disagio metropolitano

Calabria, 6 aprile 2017. “Ormai, purtroppo, le cronache non fanno altro che consegnarci spaccati di disagio registrato a tutti i livelli del territorio metropolitano. Leggiamo appelli che provengono dalle diverse categorie produttive, dai cittadini, dal mondo associazionistico e persino religioso: emblema di una condizione di esasperazione che non lascia spazio alla fantasia”. E’ quanto dichiara Rosi Perrone, segretario generale Cisl Reggio Calabria, la quale ritiene improcrastinabile “un confronto serio e produttivo che faccia chiarezza su come si intenda costruire e definire la Città Metropolitana in tutte le sue componenti senza il rischio che questa resti un contenitore privo di idee organiche e contenuti”. “In ambito trasporti, soprattutto per ciò che concerne l’aeroporto Tito Minniti – spiega Perrone - ascoltiamo da mesi proclami e mestamente assistiamo a situazioni che mortificano il sacrosanto diritto alla mobilità e alla certezza occupazionale dei lavoratori sino adesso impiegati nello scalo. Il tutto senza un piano industriale che ci faccia anche solo pensare ad una progettualità lungimirante per il rilancio. Al porto di Goia Tauro, nonostante qualche segnale distensivo, vi è una situazione ancor più grave del drammatico per una realtà, dal punto di vista lavorativo ed economico, asfittica quale quella reggina. Una struttura abbandonata dal governo nazionale su questione Zes e autorità portuale, ad esempio, e, di conseguenza, poco attenzionata da quello regionale che avrebbe dovuto porsi come interlocutore più autorevole per garantire determinati standard, sebbene oggi Oliverio richiami tutti all’unità. Un invito che per primi, ed in solitudine, i sindacati hanno sempre inoltrato ricevendo risposte vane”. “Non troviamo di meglio neppure – aggiunge il segretario Cisl – nell’ambito sanitario: i cittadini vedono sempre più labile l’inviolabile diritto alla salute ed emigrano per trovare situazioni più consone, il personale cerca di sopperire a mancanza di assunzioni e a condizioni non adeguate per svolgere al meglio il servizio. Poi, tutti insieme ed impotenti, si osserva la querelle infinita tra l’esecutivo regionale ed il commissario. E come non raccogliere – prosegue Perrone – il grido di allarme di Ance Calabria che denuncia una mole ingente di risorse a disposizione dei vari enti locali calabresi (regione, comuni, province, città metropolitana di Reggio) ma, al contempo, un’assoluta incapacità di spesa, una morsa burocratica pesante con fondi che non diventano cantieri? Il che si traduce nel soffocamento di uno dei pilastri dell’economia cittadina e regionale. A ciò si aggiunga la recentissima e molto preoccupante dichiarazione di Michele Emiliano che parla dei Patti per il Mezzogiorno e delle città metropolitane come ‘una presa in giro’. Siamo di fronte ad allarmismi certi o ad affermazioni dettate dalla campagna elettorale che caratterizza il Pd in questo momento? Anche per questo chiediamo la verità su questi iter governativi”. “Deve finire il tempo delle parole. La gente – rimarca Perrone – vive in uno stato di reale indigenza. La cosiddetta fuga dei cervelli è pane quotidiano, così come lo sono i cervelli in gabbia: giovani che restano ma la cui preparazione è svilita da mansioni mal pagate o poco adeguate alla loro formazione e le cui capacità, invece, potrebbero rappresentare un vivaio ricco di competenze qualora vi fosse programmazione. Il lavoro latita, la progettualità altrettanto, il sentimento di abbandono da parte delle Istituzioni si fa largo in ogni strato dell’assetto sociale e, tra un po’, anche la speranza di un miglioramento abbandonerà queste latitudini. Chiediamo con urgenza – conclude – una vera assunzione di responsabilità che non sia legata ad interessi di parte, al consolidamento di posizioni interne ai partiti o all’inseguimento di poltrone future ed un dialogo aperto tra tutti gli attori preposti affinché i fatti diventino tali. Il tempo in questi casi non è galantuomo”.

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