Puglia. Caporalato, sindacati: "occorre una lotta condivisa e coordinata da tutte le forze in campo. Subito un incontro""

13 aprile 2017 - “La lotta al caporalato non può essere lasciata solo nelle mani degli inquirenti e delle forze dell’ordine, ma va affrontata in maniera costante, condivisa e coordinata da tutte le forze in campo, dalle istituzioni alle parti sociali”. Cgil, Cisl e Uil confederali e le federazioni di categoria Flai, Fai, Uila al termine di un incontro. Il primo passo da compiere - sottolineano è "la sollecitazione, da parte del Governo, della pubblicazione dei decreti attuativi della legge 199 del 2016, una grande conquista per il sindacato e un importante passo avanti nella lotta contro lo sfruttamento del lavoro illegale in agricoltura, al fine di rendere finalmente efficace la normativa nazionale, in particolare per mettere in moto la cabina di regia, l’unico strumento utile a incrociare la domanda e l’offerta di lavoro e, quindi, di limitare al massimo gli spazi nei quali si insinua l’illegalità fomentata dal pericoloso fenomeno del caporalato nella campagne pugliesi, che tante vittime ha mietuto negli ultimi anni e negli ultimi mesi. La cabina di regia – proseguono le organizzazioni sindacali confederali e di categoria – già fin troppo appesantita dal legislatore, dovrebbe essere gestita dall’INPS e all’interno degli Enti Bilaterali, che però al momento non hanno dato risposte concrete alle necessità del settore e dei territori: ebbene, sarebbe opportuno, invece, coinvolgere appieno il territorio, affidando ai Prefetti e alle parti sociali, queste ultime interlocutore privilegiato di un settore vitale per lo sviluppo socio-economico regionale, la gestione della Rete del lavoro di qualità, che rappresenta l'alternativa vera al caporalato sul territorio. A tal proposito, sosteniamo da tempo l’introduzione di un marchio etico e di una premialità, sotto forma di sgravi contributivi, per le aziende che assumono manodopera attraverso la stessa Rete”.

CGIL CISL UIL e FLAI FAI UILA lanciano un appello unanime alla massima istituzione regionale. “Invitiamo la Regione Puglia a convocare quanto prima un incontro chiarificatore e schietto, nel quale approcciare con proposte fattive questioni fondamentali per la lotta al caporalato come l’efficacia delle infrastrutture e dei trasporti regionali, attualmente non all’altezza, qualitativamente e quantitativamente, delle esigenze della rete produttiva e occupazionale del settore agricolo, e dell’accoglienza dei migranti, finora affrontata più a spot che con azioni continuative e sistemiche. Sarebbe l’occasione, inoltre, da parte della Regione Puglia, per condividere e coordinare la propria azione con le proposte della piattaforma sindacale, che è una e una sola, unitaria e univoca, un percorso comune, sin dall’inizio, dei sindacati confederali e di categoria. Pertanto, affermiamo sin d’ora che tentativi, come quello operato dal Presidente della Regione Puglia, di spaccare il fronte sindacale, non hanno alcuno spazio, né margine di successo. La strada per la lotta al caporalato, almeno da parte sindacale, è segnata e non ammette cambi di rotta. Ci auguriamo che la Regione e il Presidente regionale siano disposti a condividerla, per il bene della Puglia e, soprattutto, di tanti lavoratori dell’agricoltura che rivendicano il proprio, sacrosanto diritto a un lavoro degno e legale”.

 

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