• LavoroCisl:

    Lavoro
    Cisl: "Il Governo apra urgentemente un tavolo con il sindacato su ammortizzatori, politiche attive e Decreto Dignità. Servono risposte per migliaia di lavoratori nel nostro paese”

    Continua...

  • ManovraFurlan:

    Manovra
    Furlan: "Innovazione, ricerca, formazione, infrastrutture siano al centro dell'agenda di Governo"

    Continua...

  • A Salerno l'Assemblea nazionale di Cgil Cisl Uil

    A Salerno l'Assemblea nazionale di Cgil Cisl Uil
    "Parte la battaglia dei sindacati per il diritto ad una sanita’ piu’ efficiente ed universale”

    Continua...

  • IlvaCisl:

    Ilva
    Cisl: "Una bella notizia i tanti si’ all’accordo. Ora l’azienda rispetti tutti i punti dell’intesa"

    Continua...

  • SindacatoCisl:

    Sindacato
    Cisl: "Nessuna fuga degli iscritti. Nel triennio 2015-2017, gli associati Cisl cresciuti di oltre diecimila tra i lavoratori attivi"

    Continua...

  • Crollo GenovaFurlan:

    Crollo Genova
    Furlan: "Basta polemiche. Bisogna pensare al futuro di Genova e sostenere l’economia della Liguria"

    Continua...

  • Dal territorio

COMUNICATI STAMPA

Lavoro. Furlan: "Situazione grave in molte aziende. Di Maio apra confronto con sindacati confederali su ammortizzatori, e politiche attive"

Roma, 24 settembre 2018 - “Sostegno e condivisione della Cisl alla mobilitazione di Fim, Fiom e Uilm. La situazione è... continua

Ammortizzatori sociali. Sbarra: "Il Governo apra urgentemente un tavolo con il sindacato. Servono risposte per le decine di migliaia di lavoratori ad alto rischio sociale"

Roma, 23 settembre 2018 - "Sugli ammortizzatori sociali siamo ormai vicini a un pericoloso punto di non ritorno: o si... continua

Casalino. Furlan: "A nessuno è permesso minacciare ed insultare chi fa il proprio dovere al servizio del paese"

22 settembre 2018 - “I dirigenti ed i funzionari pubblici hanno bisogno di certezze e di garanzie da parte delle... continua

Sicurezza. Morti due lavoratori dell’ Archivio di Stato di Arezzo. Furlan: "Un'altra tragedia inaccettabile che addolora ed indigna tutti i lavoratori"

Roma, 20 settembre 2018 - “Profondo cordoglio della Cisl alle famiglie dei due lavoratori pubblici di Arezzo morti sul lavoro... continua

Lavoro. Sbarra: "Riduzione cig effetto della ripresa ma anche delle minori possibilità di utilizzo. Chiesto incontro al Ministro Di Maio su ammortizzatori sociali e politiche attive"

Roma, 20 settembre 2018 - "Continuano a ridursi le ore autorizzate di cassa integrazione, in parte per effetto del miglioramento... continua

Labor TV

Intervento di Annamaria Furlan a RaiNews24 sulla manovra economica

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A PROPOSITO DI

  • "Conte ci ascolti, meno tasse sul lavoro e le pensioni". Intervista ad Annamaria Furlan, "Il Giornale" del 21 settembre 2018

    furlan2018bis21 settembre 2018. "Lavoratori dipendenti e pensionati, insieme, rappresentano oltre  il 75% del nostro erario. Da tanto tempo che, come Cisl, chiediamo una riforma fiscale amica del lavoro che agevoli le imprese che investono in occupazione e in ricerca. Allo stesso modo, chiediamo un fisco meno pesante sulle buste paga dei lavoratori e sulle pensioni  degli anziani. Credo che la manvora debba dare un segnale chiaro per mettere la crescita al centro: si può fare un progetto per tappe".  E alla domanda sul superamento della legge Fornero  con l'introduzione di quota 100, Furlan risponde "Quota 100 con 62 anni di età pensionabile e 41 anni o 41 e mezzo di contrbuti come secondo canale di uscita è una buona base di partenza che il Governo deve discutere con le parti sociali. Ci sono due aspetti da risolvere: creare una pensione di garanzia per i giovani e garantire un'uscita alle donne, soprattutto del Mezzogiorno, che non riescono ad arrivare a 38 anni di contrbuti". (...) "Mi auguro che si possa aprire un confronto, ma ormai Conte ha superato i tre mesi dall'insediamento e non ha mai incontrato le parti sociali. La Legge di Bilancio sarebbe una buona opportunità".

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Puglia. Gallo confermato al XII Congresso della Filca Cisl Puglia

Bari, 27 aprile 2017. “Ci piacerebbe aprire il Congresso, il terzo dall’inizio della crisi, parlando di un vera e propria rinascita del sistema edilizio italiano. Vorremmo certificare che il numero dei lavoratori edili che vengono censiti nelle casse edili è in costante aumento, il numero delle imprese regolari e la massa salari denunciata in forte crescita, e che le buone relazioni sindacali e il confronto costruttivo tra parti sociali ed i vari livelli di Governo di questo Paese hanno portato enormi benefici all'intero sistema delle costruzioni. Ma non è così”. E’ il Segretario generale della Filca Puglia, Crescenzio Gallo, a mettere il dito nella piaga dei settori dell’edilizia e del mobile imbottito che negli anni precedenti al 2008 rappresentavano un fiore all’occhiello dell’economia regionale. “Purtroppo la situazione che stiamo vivendo è decisamente diversa, – avverte Gallo – chi si aspettava una ripresa decisa e rapida è rimasto deluso. E non potrebbe essere altrimenti, visto che dal 2008 al 2016, l'Italia ha registrato una caduta del 34,38% degli investimenti e il Mezzogiorno ha visto peggiorare tutti gli indicatori rispetto al Centro‐Nord”. “Il lavoro dobbiamo costruirlo insieme e lo slogan che capeggia nei manifesti congressuali confederali ‘Per la Persona, Per il Lavoro’ va in questa direzione – osserva la Segretaria generale della Cisl Puglia Basilicata, Daniela Fumarola – ma per poter dare dignità alle persone, che la acquisiscono anche dal lavoro, c’è bisogno di aprire i cantieri con investimenti pubblici e privati. Non basta partecipare alle riunioni sulla programmazione delle risorse se poi i progetti devono attendere tempi lunghi per la cantierabilità”. Il Congresso, secondo la Filca Cisl rappresenta un’occasione di riflessione sugli obiettivi da perseguire nel prossimo futuro. Infatti, per esempio, delle 25 opere pubbliche più importanti da realizzare in Italia solo due interessano il meridione: il completamento della Salerno-Reggio Calabria e quello della tratta ferroviaria Bari-Foggia-Napoli. “Ma in Puglia lo scenario non cambia di molto – considera il Segretario della Filca Cisl –. L'edilizia, settore che rappresenta il 10% del Pil pugliese e conta oltre 42 mila addetti censiti nelle Casse edili pugliesi, ancora una volta è stato dimenticato dalle politiche della Regione Puglia. Lo abbiamo denunciato attraverso una nota unitaria come Segretarie Regionali di Feneal – Filca – Fillea ed abbiamo lamentano la mancanza di dialogo e di confronto, in questi quasi due anni di governo regionale, tra le organizzazioni sindacali e il Presidente Emiliano nonostante le continue richieste di incontro inviate direttamente a lui e alla sua squadra di governo, auspichiamo che l’incontro avuto con l’assessore al Lavoro e alla Formazione Leo possa riprendere un percorso ormai fermo da tempo. D’altronde i dati che la crisi ci consegna sono ormai raccapriccianti: il settore negli ultimi anni ha avuto un calo di quasi il 31% degli occupati, passando dai 60.500 addetti censiti nelle Casse edili per l’anno 2008 ai 42.287 addetti per il 2016 con un perdita di 18.213 lavoratori”. Molti di questi disoccupati hanno scelto la strada dell’emigrazione, altri continuano a lavorare, ma in nero, forse nelle campagne oppure nello stesso settore edile, utilizzando anche i voucher finché la legge lo renderà possibile, facendo crescere così il dato del sommerso che in edilizia è oramai al 40% della forza lavoro. Numerosi cantieri, parte dei quali relativi a lavori pubblici, sono fermi e per questo la Filca Cisl ne auspica lo sblocco proprio per evidenziare quali potenzialità può esprimere il settore edile in termini di ripresa dell’occupazione, di qualità del lavoro e di rilancio dell’economia pugliese. Diventa indispensabile costituire urgentemente un tavolo di lavoro tra le istituzioni, gli enti, le associazioni imprenditoriali e quelle sindacali della Puglia per analizzare e superare i problemi che interessano l’edilizia regionale. Riaprire il vecchio tavolo degli STATI GENERALI DELLE COSTRUZIONI PUGLIESI per arrivare ad intese utili ad accelerare e semplificare l’affidamento dei lavori, a circoscrivere sino ad annullare l’affidamento degli appalti al massimo ribasso, ad applicare gli indici di congruità, ad individuare criteri di penalizzazione e incentivazione per le imprese che disattendono o che rispettano la legalità. La ripresa dell'edilizia può dare un importante impulso ad altri settori e al suo stesso indotto. I dati delle casse edili con i relativi aggiornamenti al secondo semestre 2016 ci dicono che in Puglia la grande emorragia si è bloccata anche se la situazione è a macchia di leopardo. “Non possiamo cantare vittoria, non siamo sicuramente usciti dalla crisi, ma solo insieme possiamo farcela ad abbattere il muro che impedisce il rilancio del nostro settore e dell’economia in generale”. La Puglia ha bisogno di opere pubbliche a sostegno del suo sistema produttivo e del completamento di quelle già previste. Concorde con l’appello di Gallo, il Segretario generale della Filca nazionale Franco Turri spiega che ripartire dall’edilizia ‘buona’ significa “far ripartire il lavoro nel recupero del territorio e del patrimonio abitativo meno energivoro, e nella messa in sicurezza rispetto al rischio idrogeologico e al rischio sismico e le infrastrutture per rendere competitivo il Paese. Se vogliamo puntare su un Paese che mira all’Industria 4.0 e al turismo, che mira al recupero della competitività, le infrastrutture diventano lo snodo fondamentale. E’ vero che il Governo ha stanziato parecchi fondi, il nostro compito sarà di verificare che lo stanziamento delle risorse corrisponda all’apertura dei cantieri”. “Pensiamo alla incompleta portualità pugliese che costringe le aziende ad imbarcare i prodotti locali al porto di Salerno, con un forte aumento dei costi per le aziende pugliesi – sottolinea Gallo –. Riflettiamo sullo stesso sistema ferroviario a cui serve il completamento della Bari-Foggia-Napoli, così come i prodotti e le merci locali non possono fare a meno del potenziamento della linea adriatica, dove il tratto della Lesina-Termoli è ancora a binario unico e rappresenta una strozzatura. Così come il blocco dei cantieri delle tante arterie stradali per citarne alcune la SS 275, la regionale n.8, la regionale n.1, la SS 98, ferme per cavilli burocratici. La Puglia ha bisogno di investimenti nella viabilità, le tante strade che percorrono la nostra regione sono ridotte a un colabrodo, ricordiamoci che le stesse sono utili a difendere e promuovere il nostro territorio, così apprezzato dai flussi turistici. In Puglia – aggiunge il sindacalista – la crisi ha fatto scomparire i settori dei laterizi e manufatti, ha drasticamente ridimensionato quello del cemento e dei lapidei ed ha ridotto all’osso il settore del legno e del mobile imbottito che sembra davvero non conoscere tregua. Nel decennio che ci siamo lasciati alle spalle il distretto del mobile imbottito, concentrato soprattutto nella zona murgiana, ha contato la perdita di migliaia di posti di lavoro e la chiusura di centinaia di aziende. Anche nel legno, però, come per l’edilizia, ci sono timidi segnali di ripresa. Il caso più significativo è quello del Gruppo Natuzzi, dove è in corso una vertenza complessa, ma che ci ha portato a raccogliere risultati positivi. All’inizio del percorso il Gruppo aveva individuato ben 1.700 esuberi, una vera mattanza. L’accordo dello scorso novembre però ci ha permesso di ottenere un risultato storico; a nessun lavoratore Natuzzi era preclusa la possibilità di continuare a lavorare. L’accordo quadro, infatti, ha previsto il collocamento dei 215 lavoratori licenziati in una Newco controllata dal Gruppo Natuzzi”.

CONQUISTE DEL LAVORO

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