Toscana. Cisl regionale: per garantire universalità e qualità nella sanità toscana serve concretezza, non slogan e presidi

Firenze, 22 giugno 2017. “Garantire una sanità universale e di qualità a tutti i toscani, è il nostro obiettivo. Ma per riuscirci se i bisogni crescono e le risorse diminuiscono, servono idee e pragmatismo più che slogan e manifestazioni. Ecco perché la Cisl martedi 27 in piazza con la Cgil non ci sarà. Che la riorganizzazione del sistema sanitario toscano, avviata con la legge regionale 84 del 2015, mostri dei limiti e necessiti di adeguamenti lo abbiamo scritto in un documento unitario, firmato insieme a Cgil e Uil pochi mesi fa. Anche sulla base di quel documento la Regione ha aperto un confronto e al tavolo si sta discutendo proprio di questo. Non vediamo quindi, in questa fase, una ragione sindacale per chiamare in piazza i cittadini toscani. E’ vero, il problema esiste: tutte le regioni fanno i conti con bisogni che crescono, soldi che mancano e processi di riorganizzazione. La sfida è trovare la ‘via toscana’ per tenere insieme la nostra riconosciuta qualità e universalità, con lungimiranza e grande concretezza. Serve concretezza per capire che gli esami diagnostici h24 sono un bello slogan, ma non sono possibili se il personale sanitario è quello attuale, drasticamente ridotto per il blocco del turn-over e già oggi spesso in straordinario. Serve concretezza per rispondere ai bisogni dei cittadini, lavoratori e pensionati, a cui interessa poter fare un esame o una visita specialistica in tempi ragionevoli, al costo del ticket, possibilmente vicino a casa; interessa molto meno se lo si fa in un ospedale pubblico o in un ambulatorio del privato sociale. Anche nella nostra regione la spesa privata per prestazioni sanitarie (quella che gli addetti ai lavori chiamano out of pocket) cresce: in media, secondo i dati Istat, ogni famiglia toscana spende 1200 euro all’anno; in totale quindi una spesa di quasi 2 miliardi di euro, a cui si aggiungono (secondo i dati della stessa Regione Toscana) 3,8 miliardi di spesa privata per i servizi socio-sanitari. Il rischio da scongiurare è che chi può spende e chi non può rinuncia a curarsi. Se questo è il quadro, servono concretezza e lungimiranza per mettere a sistema le grandi potenzialità della Toscana che, coordinate e governate dal pubblico, possono offrire un pezzo importante della soluzione. La sanità è ‘pubblica’ se è accessibile a tutti, non se a erogarla è un ambulatorio col logo della Regione. La sanità è ‘pubblica’ se offre la stessa qualità e la stessa accessibilità a Firenze come a Campo nell’Elba, a Chiusi della Verna come a Zeri. Sulla sanità insomma la Cisl Toscana la pensa come Mao: non ci importa di che colore è il gatto, basta che acchiappi i topi. Il topo da acchiappare è una sanità di qualità accessibile a tutti in ogni parte della Toscana. Come lo si acchiappa è oggetto della discussione in corso ai tavoli con la Regione e sui territori. Lì, finché sarà possibile, con tutto il nostro impegno, continueremo a confrontarci ed a cercare soluzioni per i cittadini toscani”.Così in un comunicato la Cisl Toscana.

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