Emilia Romagna. Sì dei lavoratori modenesi di Hera e Aimag al rinnovo del contratto nazionale

26 Giugno 2017 - È stato approvato da oltre il 90 per cento degli addetti modenesi di Hera e Aimag il nuovo contratto nazionale del settore gas-acqua. Si applica a circa 48 mila lavoratori (a Modena sono 700) e copre il triennio 2016-2018. Il precedente contratto era scaduto il 31 dicembre 2015.
L’accordo, lo ricordiamo, è stato firmato nelle settimane scorse scorso dalle associazioni imprenditoriali Anfida, Igas, Anigas, Confindustria-Energia, Utilitalia-Confservizi e i sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil dopo una trattativa durata oltre sedici mesi, uno sciopero generale (17 marzo 2017), manifestazioni e presidi davanti alle aziende.
«Con questa intesa finalmente si conclude il percorso di rinnovo dei contratti del settore energetico (gas-acqua, elettrici, energia e petrolio), in difesa del reddito dei lavoratori e del welfare contrattuale – dichiara l’operatore sindacale della Femca Cisl Emilia Centrale Massimo Occhi – È un modello equilibrato, in grado di coniugare l'indispensabile difesa del potere di acquisto con la distribuzione della produttività».
Occhi sottolinea alcuni elementi innovativi nel campo delle normative: dalle relazioni industriali, in cui viene mantenuto il “perimetro” gas-acqua, con l'estensione delle attività di trasporto, stoccaggio, rigassificazione e personale delle holding multiservizi, al mercato del lavoro, dove viene valorizzato lo strumento dell'apprendistato professionalizzante quale forma di inserimento nel lavoro dei giovani, con la conferma della clausola di stabilizzazione occupazionale dell'82% dei contratti di apprendistato svolti nel triennio precedente. Una novità di rilievo arriva dalle gare gas: come da intese sottoscritte recentemente al ministero dello Sviluppo economico, viene inserita nel contratto la clausola sociale a salvaguardia dei diritti occupazionali per i lavoratori coinvolti nelle gare per l'acquisizione della distribuzione del gas negli ambiti territoriali. Infine, sul tema dei diritti è confermato l'attuale sistema di tutele previste dal contratto in materia di progressività e proporzionalità delle sanzioni disciplinari.
«Per quanto riguarda la parte economica, l'intesa sottoscritta prevede un aumento medio complessivo (minimi, produttività, welfare) di 89 euro – aggiunge il sindacalista della Femca Cisl Emilia Centrale - L'aumento medio (5° livello - parametro 139,96) sui minimi di 68 euro, è distribuito in due tranches: dal 1° maggio 2017, 40 euro; dal 1° aprile 2018, 28 euro, consolidando la durata triennale del contratto. Elemento di novità contrattuale è l'utilizzo di quote di produttività (11 euro per 14 mensilità riferiti al 2017, più altri 11 euro per 14 mensilità nel 2018, aggiuntive ai premi aziendali nel biennio 2017-2018). Il montante complessivo di aumento dei minimi e produttività è di 1.576 euro. A giugno 2019 – continua Occhi - si procederà a una verifica sullo scostamento del tasso di inflazione: se il dato risulterà eguale o superiore a quanto previsto alla firma del rinnovo (2,7%) si procederà all'adeguamento dei minimi. Se invece sarà inferiore si procederà all'adeguamento sui minimi di una percentuale del valore dello scostamento, mentre la quota restante sarà stabilizzata sul premio di produttività. L'adeguamento dei minimi decorrerà dal 1° gennaio 2019. Sono previsti, inoltre, - conclude il sindacalista Cisl - incrementi sulla sanità integrativa (5 euro) a partire dal 1° gennaio 2017 e sulla premorienza (5 euro) a partire dal 1° gennaio 2018».

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