Puglia. Ilva: dalla riunione del Consiglio di fabbrica Fim Fiom Uilm un progamma di azione congiunto

Taranto, 10 luglio 2017. Per mercoledì 19 luglio è stato proclamato uno sciopero di 4 ore, del primo e del secondo turno con volantinaggio in città e alle portinerie, con la piattaforma rivendicativa di Fim, Fiom e Uilm.  Questa è la mobilitazione decisa in vista dell’avio della trattativa con AM Investco, cordata aggiudicatrice dell’Ilva attualmente in A.S., fissata per giovedì 20 luglio. 
Durante l’ampio ed articolo dibattito, in occasione della riunione di oggi del Consiglio di Fabbrica di Fim, Fiom e Uilm, è stata ribadita la ferrea volontà di dar vita ad una trattativa che possa coniugare ogni esigenza per la città, per i lavoratori e per il territorio, le RR.SS.UU. hanno stabilito un programma d’azione congiunto.
La piattaforma contiene le opportune rivendicazioni riguardanti il piano ambientale, il piano occupazionale, il piano industriale, che  giorno 20, in concomitanza del vertice al Mise, una delegazione di Fim, Fiom e Uilm, consegnerà sia al Prefetto di Taranto sia alla Commissione Petizione del parlamento Europeo, che sarà a Taranto nei giorni 18 e 19 luglio.
Infine, durante la riunione odierna, è emersa la volontà di richiedere un Consiglio di fabbrica per giorno 26 luglio, allargato ai rappresentanti delle istituzioni (sindaco di Taranto, Presidente della Provincia, Presidente della Regione e parlamentari ionici), da svolgersi all’interno dello stabilimento Ilva.
Iniziativa, quest’ultima, che nasce dalla necessità di rafforzare in modo congiunto l’azione volta a garantire Salute, Ambiente e Lavoro, affinché sostengano presso il Governo l’auspicata costituzione di un Tavolo Nazionale sulla Siderurgia. 
Occorre un segnale forte da parte di questo territorio, a tutti i livelli. L’Ilva non è un “problema” della sola città di Taranto. Per questo è necessario un fronte comune dell’intero territorio che, come noi, desidera conoscere quanto prima quali sono gli intendimenti e le scelte del Governo in ordine alla politica dell’industria ionica.
 
 

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