Lazio. Cisl e Fai: "Subito un confronto per l’attuazione delle cabine di regia per fermare il caporalato"

Roma, 10 luglio 2017. Il caporalato non è un problema solo del Sud ma è presente anche nel Lazio tant'è che la  vasta operazione di Polizia contro il Caporalato in agricoltura che si è svolta in tutta Italia, ha coinvolto anche la Regione Lazio e in particolare la provincia di Latina, con datori di lavoro arrestati per reati inerenti lo sfruttamento della manodopera clandestina ed extracomunitaria. L’operazione ha visto impiegate le Squadre Mobili di Latina coordinate dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine. 
“Si tratta di assunzioni “in nero”, con la completa inosservanza delle norme contributive, previdenziali e di sicurezza sui luoghi di lavoro, -dichiarano  in una nota congiunta Paolo Terrinoni, segretario generale Cisl Lazio e Claudio Tomarelli, segretario generale Fai Cisl Lazio- con vere e proprie forme di riduzione in schiavitù da parte dei “caporali” autori di soprusi e varie attività illegali. L’obiettivo è contrastare lo sfruttamento di migranti irregolari costretti per pochi euro a lavori pesantissimi, in condizioni igieniche disumane, senza mai avere un giorno di riposo e senza nessun diritto. Il contrasto allo sfruttamento non sarebbe mai stato possibile senza la nuova Legge 199, voluta e conquistata in particolare dalla CISL, ma la sola repressione non basta, non è sufficiente a debellare questa vergognosa piaga. Dobbiamo dare gambe sociali alla Legge contro il Caporalato (Legge 199) per dare potere e funzione ai territori. Servono Cabine di Regia a tutti i livelli (territoriale, regionale e nazionale) che coinvolgano tutti i soggetti preposti, al fine di valorizzare il presidio contrattuale e la bilateralità e contrastare tutte le forme di sfruttamento e irregolarità, governando e monitorando al meglio il mercato del lavoro in tutto il settore. Come CISL del Lazio e FAI del Lazio ci attiveremo a tutti i livelli per il completamento della Legge 199, chiedendo da subito un tavolo di confronto c/o le Prefetture per l’attuazione delle Cabine di Regia, perché da esse dipendono le vite da tante donne e di tanti uomini, italiani e immigrati, in tutto il settore agricolo”.

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