Toscana. Pulizie e servizi accessori nelle ferrovie toscane: no ad appalto selvaggio.Oggi a Firenze sciopero e presidio

Firenze, 13 Luglio 2017 - Aprire un confronto che impegni Regione e Gruppo Fs a garantire l’occupazione negli appalti delle pulizie e servizi accessori sulle linee del trasporto ferroviario regionale. E’ la richiesta che Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti hanno presentato stamani all’assessore regionale Vincenzo Ceccarelli, che ha ricevuto una delegazione sindacale durante il presidio svoltosi davanti alla sede della Regione, in via di Novoli, in occasione dello sciopero di 24 ore in corso fino alle 22 di questa sera. 

E intanto è arrivata anche una convocazione da parte della Prefettura ad un tavolo di conciliazione per il prossimo martedi, 18 luglio.
Nel settore sono occupati complessivamente circa 700 lavoratori e almeno un centinaio di posti sono a rischio tagli, anche a causa di una miriade di appalti, spesso aggiudicati al massimo ribasso, nonostante il nuovo Codice degli Appalti.
Ceccarelli ha recepito le richieste sindacali e si è impegnato a coinvolgere Gianfranco Simoncini, consigliere del presidente Enrico Rossi per le problematiche del lavoro, e sollecitare Trenitalia perché al più presto si arrivi ad un incontro che consenta di affrontare nel complesso la vicenda.
“Gli appalti ferroviari – hanno ribadito Filt, Fit e Uiltrasporti - attraversano, da tempo uno stato di profonda incertezza per i lavoratori, assistiamo alla pubblicazione di gare che non garantiscono il lavoro ed il salario a chi in questo settore opera da anni, questo in un momento in cui ci sono risorse economiche destinate e lavoro da svolgere per rendere un servizio di trasporto ai cittadini sempre migliore. Riteniamo necessario che si utilizzino gli strumenti necessari per mettere in sicurezza questo settore e dare ad esso ed a chi vi opera una necessaria stabilità di lavoro e di prospettiva, elementi indispensabili per un migliore servizio ma anche per il rispetto dei diritti di chi lavora. Ci sono le condizioni per fare questo e riteniamo non più rimandabile un percorso di confronto che operi in questa direzione. Non accettiamo che questo settore diventi terreno di conquista per avventurieri che hanno il solo obiettivo di fare profitti scaricando i problemi sulla collettività e sulle spalle dei lavoratori.”

 

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