Calabria. Perrone (Cisl Reggio Calabria): “Su incendi e rischio idrogeologico si avvii un percorso a livello metropolitano”

Reggio Calabria, 21 luglio 2017. «Acqua e fuoco sono due dei quattro elementi vitali. Ma nella città metropolitana di Reggio e in Calabria, come dimostrano il nubifragio abbattutosi qualche giorno fa su Scilla e i frequenti devastanti incendi, possono diventare mortali, basti pensare i nefasti effetti che persone, comunità, economia, paesaggio e natura hanno avuto o rischiano di avere. Per questo la Cisl ribadisce la richiesta di un celere avvio di un percorso di confronto a livello metropolitano tra Governo, Regione, enti locali e parti sociali al fine, nell’immediato, di fronteggiare un rischio idrogeologico e una piaga incendi spesso connessi fra loro e, nel medio lungo periodo, una progettualità che permetta una valorizzazione ambientale e paesaggistica che faccia mantenere un patrimonio da difendere in quanto tale e che lo renda fattore di sviluppo». Ad affermarlo in una nota è il segretario generale della Cisl Reggio Calabria Rosy Perrone. «Allagamenti, frane ed incendi non sono più concepibili in termini di etica, salvaguardia della popolazione e tenuta socio-economica. Ovviamente, ci sono delle criminali responsabilità extra istituzionali, vergognose e da punire, sia negli incendi dolosi che nell’urbanizzazione selvaggia. Ma ci sono anche quelle istituzionali, ad ogni livello, fatte di scarsa o minima attenzione ai territori e alle sue risorse» prosegue la numero uno della Cisl reggina. «Pesa il ruolo del Governo, autore di una pessima riforma che ha visto lo scioglimento del Corpo Forestale, il transito della maggior parte delle sue unità nelle fila dei Carabinieri, lo scorporo dei suoi settori tra quest’ultimi (ambientale - agroalimentare) e Vigili del Fuoco (antincendio attivo) senza alcuna assegnazione per gli stessi di uomini e mezzi. Ed ad essere disattente ed inefficaci sono pure regioni ed amministrazioni locali spesso incapaci di mettere in campo una progettualità che riesca ad intercettare appositi ingenti fondi europei e portare avanti azioni legislative o pratiche su questioni come la prevenzione del rischio idrogeologico e quella degli incendi» va avanti la Perrone. «In Calabria la situazione è difficile. E lo è nel resto d’Italia. Perciò non possiamo che associarci alle parole della nostra leader nazionale Furlan, che ha chiesto una riorganizzazione delle attività di prevenzione, un potenziamento di uomini e mezzi dei Vigili del Fuoco per poter sopperire ai nuovi carichi di lavoro acquisiti dai compiti ereditati dal disciolto Corpo Forestale dello Stato e la possibilità di transito dei forestali dai Carabinieri agli stessi pompieri anche se lo stesso sarà molto difficile vista la disparità economica fra i due corpi. E non possiamo discordare dalla posizione del segretario regionale della Fai-Cisl Sbarra, che, nonostante il plauso per l’emendamento per l’inasprimento delle pene per i piromani, analogamente ha denunciato la mancanza di una visione d’insieme e un’assenza di progettualità da parte del Governo, oltre ad invitarlo a trasformare in legge lo stesso provvedimento proposto dal ministro De Vincenti. E non possiamo non trovarci d’accordo con il segretario nazionale della Fns-Cisl Mannone, che ha stigmatizzato la cattiva gestione delle convenzioni fra regioni e Vigili del Fuoco oltre ad agognare il definitivo passaggio della competenza boschiva al Governo, ha aggiunto la sindacalista. «In Calabria, come nel nostro Paese, ci sono operai idraulico-forestali che sono una risorsa non adeguatamente utilizzata. Già esperti e formati, con un percorso di rafforzamento delle proprie competenze e di progettualità di attività concrete sui territori, potrebbero diventare un valore aggiunto contro acque e fiamme incontrollate, rovesciando così una visione spesso distorta che li vede come assistiti scansafatiche» ha detto ancora la leader della Cisl reggina. «Il Governo apra immediatamente un tavolo di coordinamento analogo a quello che noi pretendiamo nella città metropolitana di Reggio. Non possiamo più aspettare. Il nostro futuro non può più rischiare di bruciare o di essere spazzato via» ha concluso la Perrone.

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