Calabria. Giustizia, Cisl: "riattivare i tirocini per contribuire a risollevare un sistema lento ed ingarbugliato"

25 luglio 2017 - "Nonostante impegni presi e somme stanziate, come mai ancora non si è programmato un vero e risolutivo intervento per tirar fuori il bacino dei tirocinanti precedentemente attivo nell’ambito della giustizia dalla drammatica situazione nella quale versa? Riattivando i tirocini con l’annesso percorso formativo, si darebbe ai tirocinanti la dignità del lavoro e il sollievo dalle difficoltà economiche e dalle relative preoccupazioni personali e familiari. E si darebbe un piccolo-grande contributo ad un sistema giudiziario spesso lento ed ingarbugliato attraverso il loro apporto, così come ad altri settori della pubblica amministrazione analogamente sofferenti. Così in una nota, il segretario generale Fp-Cisl Vincenzo Sera e segretario generale Cisl Reggio Calabria Rosi Perrone intervengono relativamente alla delicata vertenza che in Calabria tocca ben 650 lavoratori, sollecitando la Regione e gli altri enti coinvolti nell’ancora non avvenuta riattivazione dei tirocini.

«Lo scorso gennaio, il Ministero della Giustizia ha emanato le linee guida per la riorganizzazione delle strutture giudiziarie calabresi prevedendo l’utilizzo di 650 tirocinanti previsti dal bacino storicizzato della Legge di stabilità 2013, ma, nonostante l’indirizzo al rinnovo delle convenzioni dei tirocini indicato dal Guardasigilli, in Calabria la situazione resta angosciosamente difficile, acuita dalla bocciatura ministeriale dell’aumento regionale a mille unità. Non sono mancate manifestazioni compiute da lavoratori che rischiano, nella migliore delle ipotesi, di restare precari a vita, e, nella peggiore, di uscire dal mercato del lavoro ed ad una non più giovane età nella quale è difficilissimo ricollocarsi. I tirocinanti, cassintegrati, in mobilità, e disoccupati, attendono con impazienza di iniziare il percorso formativo stabilito da Regione, Corti di Appello, Procure Generali ed i cosiddetti uffici “similari” Città metropolitana, Comune, Azienda ospedaliera “Bianchi-Melacrino-Morelli ed Azienda sanitaria provinciale» sostengono Sera e Perrone.

«Non si comprende se la graduatoria elaborata dalla Regione si possa considerare definitiva a causa di modifiche su modifiche. E si pensi che ci sono stati tirocinanti retrocessi di posizioni in palese contrasto con criteri e requisiti di ammissione o assegnati presso uffici distanti più di 30 chilometri e senza tener conto di formazione, esperienza e fiducia maturate nella precedente sede di lavoro. I tirocini, iniziati nel 2011 grazie ad un’intesa fra Ministero e Regione per sopperire alla cronica carenza di organico negli uffici giudiziari, hanno dimostrato una certa efficacia, grazie ad una serietà che a queste persone ha permesso di costruirsi una professionalità e di vivere l’orgoglio del lavoro» hanno aggiunto il segretario della Funzione pubblica e la leader provinciale.

"Se, come sembra, questa lunga e tortuosa vicenda si sta sbloccando per gli uffici giudiziari, discorso diverso va fatto per quelli similari. Infatti, si sa nulla del percorso di tirocinio. Eppure questi enti, cronicamente sofferenti come organici, avrebbero un gran bisogno di personale. Ma, forse, la politica calabrese vuole continuare a diffondere aspettative tra la gente affamata di lavoro. Per questo la Cisl chiede un’immediata attivazione dei tirocini, in modo tale che centinaia di persone ritrovino la fierezza del lavoro e i cittadini possano trovare una migliore macchina burocratico-amministrativa che soddisfi al meglio le loro esigenze" concludono Sera e Perrone.

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