Lazio. Sindacati e Associazioni: subito un tavolo su sicurezza e legalità

Roma, 27 luglio 2017 - "Sollecitare le istituzioni sul problema della legalità e della sicurezza nelle periferie romane e la convocazione urgente di un tavolo su questi temi da parte della Prefettura alla presenza di Comune, Regione, Questura", l'intento del presidio, svoltosi ieri pomeriggio a Tor Bella Monaca, organizzato da CGIL Roma e Lazio, CISL Roma Capitale Rieti, UIL Roma e Lazio insieme ad Acli Roma e provincia e Acli Lazio, Anpi Roma, Arci Roma e il Coordinamento di Libera di Roma.  “Purtroppo molte delle periferie romane, a causa anche della crisi economica che ha impoverito fasce di popolazione sempre più ampie, - sottolineano  Cgil, Cisl e Uil in una nota congiunta - assistono impotenti ad un degrado crescente che non garantisce più il principio della convivenza e il rispetto delle garanzie democratiche per tutti i cittadini onesti che le abitano. Aggressioni ai danni di cittadini extracomunitari, mancanza di lavoro, discariche abusive, roghi tossici, occupazioni illegali delle case popolari, degrado e abbandono del territorio, mancanza totale dei servizi a partire dal trasporto pubblico locale, presenza diffusa della criminalità organizzata non fanno più notizia e alimentano una invasiva, capillare e strisciante strategia della tensione architettata ad arte da movimenti e forze politiche che, solo ed esclusivamente per i loro interessi, cavalcano la disperazione dei più deboli e aumentano il senso di impotenza e abbandono dei residenti. Siamo convinti però che le istituzioni e il mondo della politica non possano tollerare che interi quadranti della città siano abbandonati a sé stessi, quasi fossero ormai una ‘terra di nessuno’: il riscatto di quartieri, anche difficili, è possibile. Lo dimostra il caso di Scampia, un territorio che pur rimanendo ancora l’emblema della illegalità, dell’abbandono e del degrado, in realtà sta vivendo un importante progetto di riqualificazione, urbanistica e sociale. Solo una vero processo di rinascita che parta dal lavoro, dall’integrazione sociale e dalla riqualificazione ambientale e urbana possa sviluppare quei legami di solidarietà indispensabili per isolare chi alimenta razzismo, violenza e illegalità”.

 

 

 

 

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