• Crollo GenovaFurlan:

    Crollo Genova
    Furlan: "Ora serve vicinanza alle famiglie e unità del Paese per evitare altre tragedie"

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  • PensioniCisl:

    Pensioni
    Cisl: "Ecco le richieste della Cisl per il confronto con il Governo"

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    Dl Dignità
    Sbarra: "Contrastare la precarietà richiede politiche di più ampio respiro"

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  • SvimezCisl:

    Svimez
    Cisl: "Nel Sud situazione sempre più grave. Il Governo apra un tavolo di confronto su crescita e investimenti"

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  • Lavoro Prosegue la mobilitazione della Cisl contro i voucher in agricoltura, turismo ed enti locali

    Lavoro
    Prosegue la mobilitazione della Cisl contro i voucher in agricoltura, turismo ed enti locali

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    Furlan: "La mancanza di infrastrutture sta pregiudicando il futuro della nostra economia. Il Governo sblocchi le opere pubbliche e punti su innovazione e ricerca per lo sviluppo”

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  • Giornata Mondiale contro la tratta di esseri umaniFurlan:

    Giornata Mondiale contro la tratta di esseri umani
    Furlan: "E' una piaga da sradicare con un maggiore impegno culturale, civile e sociale”

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  • ContrattiAvviso comune Cgil, Cisl, Uil e Confservizi Furlan:

    Contratti
    Avviso comune Cgil, Cisl, Uil e Confservizi
    Furlan: "Ulteriore tappa verso relazioni industriali partecipative e servizi di qualità"

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  • Dal territorio

COMUNICATI STAMPA

Crollo Genova. Cuccello: "Serve responsabilità da parte di tutti per aprire una nuova stagione per la gestione in sicurezza delle infrastrutture del paese"

16 agosto 2018 - "Il dramma di Genova non deve diventare ora terreno di scontri mediatici e di polemiche strumentali... continua

Crollo Genova. Furlan e Turri (Filca Cisl): "Manutenzione infrastrutture è prioritaria"

  14 agosto 2018. "La tragedia di Genova è una triste conferma di quanto asseriamo da tempo: la manutenzione delle infrastrutture... continua

Crollo Genova. Furlan: "Crollo che lascia sgomenti tutti gli italiani. Siamo vicini alle famiglie ed alla citta’. E’ una tragedia nazionale"

14 agosto 2018. "Il crollo del ponte Morandi e’ un fatto di una tale gravita’ che lascia sgomenti tutti gli... continua

Lavoro. Furlan: "Bene Conte su conferma legge su caporalato ma su crescita, lavoro, fisco e investimenti serve aprire confronto vero con sindacato"

Roma, 8 agosto 2018. "È positivo che il Presidente del Consiglio Conte abbia ribadito oggi che la legge sul caporalato... continua

Sanità. Sindacati: "19 settembre a Salerno Assemblea Nazionale Cgil, Cisl, Uil con Camusso, Furlan, Barbagallo"

Roma, 8 agosto 2018. In occasione del quarantesimo anniversario della Riforma Sanitaria approvata con la legge n. 833/1978, CGIL CISL... continua

Foggia. Furlan: "Bisogna uscire da questa gabbia omertosa. Istituzioni ed imprese fanno finta di non vedere. Va applicata fino in fondo la legge contro il capolarato"

Roma,  8 agosto 2018. "Gli incidenti accaduti in questi giorni a Foggia, con la perdita tragica di tante vite umane... continua

Labor TV

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A PROPOSITO DI

  • "Servono manutenzione e grandi opere, un gran rischio la revoca ad Autostrade", intervista ad Annamaria Furlan , Il Messaggero" del 20 Agosto 2018

    Furlan2018"Nell'attesa che la magistratura accerti le responsabilità, bisognerebbe consentire ad Autostrade di fare subito i lavori, a partire dalla realizzazione di un nuovo ponte. Sono stati giorni tragici per tutti" dice Furlan tenendo a ringraziare i Vigili del fuoco, le forze dell'ordine, i volontari. "Ma adesso basta con le polemiche, guardiamo al futuro e ridiamo speranza ai genovesi, agli sfollati come hanno invitato a fare il cardinale Bagnasco ed il presidente della Repubblica Mattarella. Credo che si debba seguire l'esempio del sindaco di Genova, che non ha fatto nemmeno per un secondo polemica ma si è rimboccato le maniche per cercare gli strumenti per far rialzare la città il più presto possibile. Sarà la Procura a individuare le responsabilità del crollo. Intanto però credo che gli interventi annunciati da Autostrade siano il minimo che la società immediatamente debba fare subito. E bisogna farglielo fare. Oggi l'urgenza per Genova è rimettere in moto la viabilità, dare una casa agli sfollati, evitare ripercussioni sul porto.  Comunque credo che il Governo faccia bene ad aprire una discussione con Bruxelles per rivedere i trattati e il fiscal compact sugli investimenti in infrastrutture, ricerca e innovazione. La revoca della concessione? Non so se sarà revocata. Certamente il governo si farà carico delle tutele per tutti i lavoratori. Sarebbe assurdo che a pagare fossero i lavoratori.

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Basilicata. Garbardella (Cisl reg.le): "Dietro i dati positivi dello Svimez sul Sud emerge una realtà economica e sociale ben più complessa"


1 Agosto 2017 - "Il rapporto Svimez 2017 sull’economia del Mezzogiorno racconta un Sud con parametri in crescita, in alcuni casi anche migliori del Nord, per quel che riguarda la Campania e la Basilicata, ma dietro i dati positivi emerge una realtà economica e sociale ben più complessa che necessita di un'attenta lettura e interpretazione per non incappare in analisi parziali o, peggio, del tutto fuorvianti". E' quanto sottolinea Enrico Gambardella,  Segretario generale della Cisl Basilicata commentando  i dati del rapporto Svimez sul Mezzogiorno. in una nota che così prosegue: 

 *La realtà, dietro i numeri, del Sud e quindi della Basilicata è che vi è una strutturata spirale fatta di bassi salari, bassa produttività e bassa competitività, che crea sostanzialmente ridotta accumulazione e minore benessere in maniera permanente. La Banca d'Italia prevede che l'Italia recupererà i livelli pre crisi nel 2019: ammettendo che il Mezzogiorno prosegua coi ritmi di crescita attuali, secondo le previsioni della Svimez recupererà i suoi livelli pre crisi soltanto nel 2028, dieci anni dopo. Si configurerebbe così un ventennio di "crescita zero" che farebbe seguito alla stagnazione dei primi anni Duemila, con conseguenze drammatiche sul piano economico, sociale e demografico.
Perché questa crescita zero porta con sé il cattivo lavoro. Al Sud e in Basilicata si registra un lavoro povero e segregante, un lavoro che innanzitutto esclude i giovani fino a 35 anni e le donne: Infatti al Sud il tasso di occupazione nella fascia 15-24 anni nel 2016 è risultato fermo al 28%, un dato senza paragoni in Europa. A riprova di ciò è il fatto che nell’ultimo biennio sono cresciuti soprattutto gli occupati anziani, anche a seguito di incentivi e dell'allungamento dell’età pensionabile, e il lavoro a tempo parziale. Il problema è non si riesce a invertire questo preoccupante quadro della struttura e della qualità dell'occupazione.

Altro discorso da affrontare è l’aumento del part time che non deriva dalla libera scelta individuale ma è interamente ascrivibile al part time "involontario", cioè all’accettazione di contratti a tempo parziale in carenza di posti lavoro a tempo pieno. Il lavoro povero - per chi ha un'occupazione quale che sia - e l’assenza di lavoro - per gli altri – su cui noi sindacati dobbiamo assolutamente e responsabilmente intraprendere un’azione politica e strategica, determinano una crescita allarmante dei tassi di povertà, fenomeno al quale né il welfare statale né quello regionale riescono a dare risposte adeguate per almeno due ordini di motivi: il grande numero dei potenziali destinatari delle misure assistenziali, quale in reddito minimo d'inserimento; la mancanza nell regioni meridionali di quel terzo settore autonomo e virtuoso in grado di supplire alle carenze organizzative e di fondi di natura politico-amministrativa.
Un’azione da mettere in campo immediatamente sarebbe una forte sensibilizzazione delle fondazioni di matrice bancaria nel finanziamento di iniziative sociali; lo stesso si dica per le fondazioni di alcune grandi imprese presenti sul nostro territorio, riducendo gli interventi nel settore del marketing territoriale in considerazione del criterio dell’emergenza sociale. Nelle regioni meridionali il rischio di povertà risulta triplo rispetto a quello del resto del Paese e riflette la condizione primaria di insufficiente domanda di lavoro e una più modesta capacità competitiva del sistema economico.

Questo perché, come sostiene la Svimez, all’indomani di una delle crisi economiche e sociali più profonde e gravi dell’era moderna, il Mezzogiorno si appresta ad affrontare il riavvio di un processo di sviluppo in condizioni più svantaggiate di quelle dell’immediato dopoguerra, per l'emersione di un nuovo dualismo, quello demografico: una popolazione in rapido invecchiamento in un'area ancora caratterizzata da un forte deficit di capitale fisso sociale potrebbe innescare un pericoloso circolo vizioso di maggiori oneri sociali, minore competitività del sistema economico, minori redditi e capacità di accumulazione e crescente dipendenza dall'esterno. Il Sud non è più oggi un’area giovane né tanto meno il serbatoio di nascite del resto del Paese, come nel dopoguerra; esso va assumendo piuttosto tutte le caratteristiche demografiche negative di un'area sviluppata e opulenta, come la scelta di fare meno figli, senza peraltro esserlo mai stata.

In base alle tendenze in atto, mentre la dinamica demografica negativa del Centro-Nord è compensata dalle immigrazioni dall’estero, da quelle dal Sud e da una ripresa della natalità, il Mezzogiorno resterà terra d’emigrazione "selettiva" - specialmente di qualità: ossia giovani e laureati su cui le famiglie hanno molto investito - con scarse capacità di attrarre immigrati dall’estero, anche qui immigrazione che porta valore aggiunto e sarà interessato da un progressivo ulteriore calo delle nascite. Degno di nota è il cruciale dato del settore agricolo rispetto alla produzione. Il valore aggiunto nel settore agricolo è diminuito, nel 2016, al Sud del 4,5%, che fa seguito all’eccezionale crescita registrata nel 2015 (+7,5%). Nel Centro-Nord la produzione agricola è invece aumentata (+2%), sebbene a un ritmo inferiore del 2015 (+2,5%). Dall’inizio della crisi il valore aggiunto in questo settore è diminuito cumulativamente nel Mezzogiorno del 9,3%, mentre è notevolmente aumentato nel resto del Paese (+9,9%).

Questo dato è collegato in Basilicata alla progressiva riduzione di terreno destinato a uso agricolo, mentre cresce quello destinato a pale eoliche e pannelli fotovoltaici, e al calo demografico; due tendenze che combinandosi producono processi di desertificazione ambientale e sociale, mentre l’agricoltura è settore da sostenere con investimenti cospicui e mirati perché preserva il territorio, l’ identità agroalimentare dei luoghi e gli insediamenti umani. Gli agricoltori sono le sentinelle del territorio e alcune eccellenze gastronomiche lucane e produzioni di qualità rischiano di essere solo testimonianza a fronte di una potenziale domanda con grandi numeri. Infatti i dati ci dicono che è proprio l’agricoltura il settore che fa registrare il maggior aumento dell’occupazione nelle regioni del Mezzogiorno, con la Basilicata che fa segnare un significativo +5,5%, a dimostrazione delle grandi potenzialità del settore primario, sia da un punto di vista economico, sia – ci preme evidenziarlo – dal punto di vista sociale in termini di radicamento demografico e tutela dell’ambiente, due priorità assolute per la nostra regione".

 

 

 

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