Ilva. D'Alò (Fim Cisl): NO ad altri ritardi ed omissioni

Taranto, 5 settembre 2017. La Fim Cisl ha presentato le osservazioni su AIA. La Fim Cisl punta su Salute e Ambiente. Oggi scadono i termini per presentare le osservazioni in merito alla domanda per la nuova AIA (Autorizzazione integrata ambientale) per l’Ilva, presentata attraverso un’istanza al ministero dell’Ambiente lo scorso 5 luglio dalla cordata AmInvestCo Italy. La Fim Cisl Taranto Brindisi, attraverso un apposito gruppo di lavoro interno composto dagli Rls Marcello Giordano, Gianluca Romanazzo e Antonio Zaccaria, coordinate dall’esecutivo di fabbrica Pietro Cantoro, già nella giornata di ieri ha presentato le proprie osservazioni. Nella relazione Fim Cisl sono state mosse alcune considerazioni rilevanti in termini di tempistica, modalità di esecuzione di alcuni interventi e necessità di ampliare alcuni programmi e progetti. La Fim Cisl ha rilevato alcune criticità o insufficienze nella programmazione di installazione di cappe di aspirazione, tempistiche presentate non coerenti con le reali possibilità di intervento (come nel caso delle batterie e delle coperture parchi). Nella relazione, richiesti anche approfondimenti sulle caratterizzazioni e classificazioni dei materiali e dei rifiuti, nonché nelle pertinenze delle aree tra A.S. in capo alla gestione commissariale e futura Ilva. Sono state mosse importanti osservazioni, anche sui fenomeni emissivi degli Afo. «In aggiunta alle osservazioni “tecniche”, sarà importante - conclude il segretario generale Fim Cisl Taranto Brindisi, Valerio D’Alò - che ognuno, tra i vari enti e le istituzioni faccia la sua parte, costituendo una task force dedicata, affinché i cavilli burocratici, le mancate o tardive autorizzazioni - come successo in passato - non siano un alibi per i futuri acquirenti per eventuali ritardi o omissioni. Bisognerà fare in modo che, qualora dovesse concludersi positivamente l’acquisizione di Ilva, i futuri proprietari siano vincolati agli investimenti, nella misura in cui saranno stabiliti sia in termini di modalità, che di quantità e tempistiche. Passare, quindi, dalle parole ai fatti, perché l’ambientalizzazione del sito possa smettere di essere uno slogan, ma rendersi concreta».

Stampa

Questo sito utilizza cookies tecnici e cookies di terze parti per la gestione delle statistiche. Leggi l'informativa per sapere di più; proseguendo nella navigazione accetti l’uso dei cookies.