Piemonte. Convegno Cisl sul lavoro

Piemonte, 9 ottobre 2017. Il mondo della produzione è attraversato da una profonda trasformazione. Le tecnologie digitali stanno cambiando i processi produttivi e l’organizzazione del lavoro. La digitalizzazione implica infatti un bisogno di competenze tecniche e organizzative che si discostano molto dal passato. Il mondo della produzione è attraversato da una profonda trasformazione. Le tecnologie digitali stanno cambiando i processi produttivi e l’organizzazione del lavoro. La digitalizzazione implica infatti un bisogno di competenze tecniche e organizzative che si discostano molto dal passato. Le politiche nazionali, predisposte per sostenere proprio lo sviluppo digitale nella produzione di beni e servizi, prevedono misure e risorse dedicate alla formazione, per rispondere a un mercato del lavoro in rapida evoluzione. Su questi e altri temi si interroga la Cisl Piemonte con il convegno: “Lavoro 4.0. Politiche, impresa, competenze e partecipazione” che si svolge oggi, dalle ore 9,30 alle 13, al Teatro Vittoria, in via Gramsci 4, a Torino. Partecipano all’evento, il segretario confederale Cisl, Angelo Colombini, il sottosegretario all’Economia e Finanze, Pierpaolo Baretta, il presidente di Federmeccanica, Alberto Dal Poz, l’assessora regionale alle Attività produttive, Giuseppina De Santis, il presidente della Camera di Commercio Torino, Vincenzo Ilotte e il presidente dello Ial nazionale, Mastrovincenzo.Introduce i lavori il segretario regionale Cisl, Alessio Ferraris e modera la tavola rotonda la presidente di Torino Nord Ovest, Annalisa Magone. “Il tema dell’innovazione – spiega il segretario generale della Cisl Piemonte, Alessio Ferraris, presentando il convegno Cisl – ci consegna numerose riflessioni. Tra queste ce ne sono alcune a noi particolarmente care: il lavoro 4.0 e le implicazioni sui lavoratori. Con l’iniziativa di oggi ottobre vogliamo accendere i riflettori sul cambio di paradigma delle professioni, dell’orario, dei luoghi e dell’organizzazione del lavoro. La Cisl, con le sue rsu e i suoi quadri, vuole stare dentro questi processi perché ritiene che ci sarà ancora più bisogno di contrattazione, di formazione e di partecipazione. Ci candidiamo, anche a livello locale e insieme alle altre organizzazioni sindacali, a gestire e a non subire la trasformazione in atto”.

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