Emilia Romagna. Vescovo Camisasca alla Cisl: "Ristabiliamo il lavoro come punto di riferimento dei giovani"

Reggio Emilia, 2 novembre 2017. “Noto ancora una grande paura: le persone hanno l’impressione di non avere più punti di riferimento, perché qualcosa che li ha accompagnati per tutta la vita non c’è più e non si ha certezza del futuro” ha introdotto Massimo Camisasca, vescovo di Reggio Emilia e Guastalla nell’intervenire alla giornata di presentazione del Bilancio di sostenibilità della Cisl Emilia Centrale e parlando del ruolo del sindacato e dei 900 operatori sindacali della Cisl nel mondo del lavoro che cambia. Ha citato le esperienze raccolte negli incontri delle visite pastorali. Alla Cisl chiedo di ricreare una cultura del lavoro, perché in questi anni uno degli aspetti che mi hanno colpito è stato quello dell’Individualismo e dell’edonismo, con la perdita generale del senso della vita. Il lavoro, non solo dai furbetti del cartellino, è percepito come una condanna, da ridimensionare a favore di tempo libero e divertimento che, fattori certamente importanti, non sono la salvezza. Il lavoro è una delle cartine di tornasole della esperienza umana e non solo cristiana. Tornare unire il senso dei doveri e dei diritti, responsabilità con senso della difesa: è un lavoro complesso, ma va fatto. Qui rientra il tema della trasformazione del lavoro. E sulle difficoltà di raggiungere il mondo giovanile, voglio qui esprimere una visione moderatamente ottimista: nei giovani vedo una grade disponibilità per quanto segnata da disorientamento e genericità. Allora noi adulti possiamo in questo aiutare i giovani: è la nostra responsabilità. Molto del male che vivono è nostra responsabilità, per questo dovremo aiutarli alla cultura del lavoro che è anche cultura del sacrificio. E’ possibile se sorretta dalla possibilità di evidenziare la gioia per chi si ama, per chi resta, e se si creano connessioni con le persone con cui si vive”. “Paura ed egoismo sono linguaggi che sentiamo ancora ma che, invece, appartengono al passato remoto – ha concordato Gian Carlo Muzzarelli, sindaco di Modena – Il futuro può continuare ad abitare qui: dobbiamo riposizionare una strategia di lavoro nell’ottica della sostenibilità, col confronto. Modena ha fatto questo nel un patto per una crescita sostenibile, con punti che sono misurabili. Il ruolo della rappresentanza è chiaro e certo: senza il mondo è peggiore”. “Una grande organizzazione che con 900 delegati segue il mondo del lavoro in 2660 aziende – ha ricordato Giorgio Graziani, segretario generale della Cisl Emilia Centrale –. Il patto regionale per il lavoro ha dimostrato che si può essere portatori sani di coesione sociale. E’ quello che sta avvenendo nella nostra Regione. E la Cisl di Modena e Reggio col Bilancio di sostenibilità sta imparando a farsi conoscere e a comunicare meglio”. “Il messaggio forte della Cisl Emilia Centrale è, nel mondo del lavoro, quello di mettere al centro la coesione sociale nei territori. Il Bilancio di sostenibilità che presentiamo rende ancora più trasparente l’attività su Reggio e Modena” ha affermato William Ballotta, segretario generale Cisl Emilia Centrale. Nel corso del Consiglio generale ad integrare la relazione della segreteria sono stati chiamati a intervenire i giovani sindacalisti Pascale Milone (Fisascat), Alberto Suffritti (Femca) e Aziz Sadid (responsabile della zona di Guastalla) sui temi del ruolo della donna nel mondo del lavoro, del sindacato per i giovani e, appunto, delle attività sindacali per la coesione sociale. “La Cisl Emila Centrale ha dimostrato il valore che dà alla comunità – ha concluso Piero Ragazzini, segretario nazionale Cisl davanti a una platea di componenti del consiglio generale, delegati, rappresentanti di istituzioni e della rappresentanza -. La Cisl mette al centro il lavoro e la persona e, facendo rete, rompe il tabù del sindacato antagonista a favore del sindacato della partecipazione. Diciamo sì all’invito del vescovo di essere sindacato nelle città e nei paesi”.

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