Sardegna. Cisl di Cagliari contraria alla riorganizzazione prospettata dall’INPS

16 novembre 2017. La Cisl sarda è contraria alla rpoposta, avanzata dall'Inps, di riorganizzazione sedi  nel territorio. "Se l’INPS dovesse applicare i parametri che si è data per conservare i presidi territoriale a operatività differenziata, nella zona di competenza della sede di Cagliari scomparirebbero sia i punti INPS, sia le attuali agenzie, già ridimensionati pesantemente dalle ultime e recenti determinazioni della direzione regionale (vedi agenzie di Isili, Giba, Sant’Elia)". E' quanto dichiara in proposito il Segretario generale Cisl Cagliari, Beniamino Contu. "La Cisl di Cagliari -prosegue- è  nettamente contraria alla riorganizzazione disegnata dall’INPS ed è pronta a mettere in atto tutte le iniziative, in sede locale e nazionale, necessarie per far cambiare idea all’Istituto  di Previdenza.  E’ veramente paradossale che un Ente che vive e si regge sull’azionariato dei lavoratori decida e operi contro gli interessi dei lavoratori. E’ del tutto evidente che il modello predisposto dalla direzione centrale INPS è costruito a tavolino e non tiene conto delle specificità territoriali. Infatti  esso condiziona la presenza di un’agenzia INPS nel territorio al rispetto di alcuni criteri e parametri: Popolazione residente di almeno 60000 abitanti; personale in forza di almeno dieci unità; una percentuale di ipercopertura  non superiore al 60%, intendendosi per essa  la quota di popolazione in grado di raggiungere più di una struttura INPS, nell’ambito della stessa provincia, partendo dal comune di residenza utilizzando mezzi propri ed entro un tempo massimo di mezzora. Che tali criteri e parametri vanno rispettati nella percentuale dei 2/3, per poter mantenere un’agenzia sul territorio. Nel territorio della Sede  di Cagliari, alla luce dell’applicazione di questi criteri e parametri, appaiono fin d’ora in pericolo tutti i presidi esistenti, già ridimensionati pesantemente dalle ultime e recenti determinazioni della direzione regionale (vedi ridimensionamento agenzie di Isili, Giba, Sant’Elia) e che dunque vi è il rischio di scomparsa sia dei punti INPS, che delle attuali agenzie. I criteri indicati, se applicati pedissequamente, saranno difficilmente raggiungibili dalle agenzie presenti nel territorio e pertanto, si può ragionevolmente ipotizzare un’ulteriore diminuzione quantitativa e qualitativa della presenza INPS nel territorio della sede di Cagliari. 
La direzione centrale  INPS, come detto, opera a tavolino e non tiene conto almeno dei seguenti fattori che incidono negativamente  sulla qualità del servizio prestato: il digital divide informatico, particolarmente pesante nel territorio, che rende poco produttiva la politica di incremento dei servizi on line; l’elevato indice di vecchiaia che non consente a una parte consistente della popolazione di accedere direttamente ai servizi informatici, determinando un afflusso molto forte di utenza agli sportelli con enormi file, defatiganti per i cittadini e stressanti per i dipendenti; la riduzione, a caduta libera, di personale, a causa dei pensionamenti continui, senza che si sia data attuazione a nuovi inserimenti di personale, né attraverso concorsi o scorrimento di graduatorie, né attraverso mobilità da altri enti statali o regionali; la difficile viabilità delle zone interne e la carenza di mezzi pubblici.

La Cisl di Cagliari ritiene che la Direzione centrale INPS prima di assumere ogni decisione debba consultare i comitati provinciali e territoriali,  possibilmente alla presenza dei sindaci, che generosamente danno la gratuità dei locali, e delle forze sociali e sindacali, per costruire un modello di presenza condiviso e non calato dall’alto. Anche la Regione sarda non può restare assente da questa proposta riorganizzativa  che incide enormemente sulla qualità della vita  della categorie più deboli dei cittadini. Insomma  anche la questione-INPS è bene che finisca davanti al Governo. Le smanie organizzative dei  dirigenti -conclude il Segretario generale- non possono prevalere sui diritti dei lavoratori da rispettare sempre, anche quando sono anziani e pensionati". 

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