Veneto. Il Comune di Sappada torna al Friuli. Cisl a Regione: "Era per la nostra regione opportunità di riflessione su periferie, territorio e montagna"

24 novembre 2017 -  "Ha perso la politica, perché Sappada, da anni, era per il Veneto opportunità di riflessione sulle periferie, sul territorio e sulla montagna". Così  Rudy Roffaré, Segretario Generale aggiunto della Cisl Belluno Treviso replica agli assessori regionali Bottacin e De Berti dopo l'approvazione alla Camera, nei giorni scorsi, del ddl che ha dato il via libero definitivo al passaggio del comune di Sappada dal Veneto al Friuli, regione dalla quale venne separato nel 1852. 

“La presa di posizione prima dell’assessore Bottacin e successivamente dell’assessore De Berti, m’induce a una breve risposta. Innanzitutto, come ho già avuto modo di dire, ha perso la politica, perché Sappada, da anni, era per il Veneto opportunità di riflessione sulle periferie, sul territorio e sulla montagna. È vero che Belluno riceve, in proporzione, di più rispetto alle altre provincie. Ma il punto è proprio questo: se ragioniamo solo con i numeri, la montagna non ne viene fuori. L’appello ai bellunesi, già più volte espresso, va proprio nella direzione di non solo lamentarci, ma di partire dalle opportunità che sono arrivate sia da Roma, con il lavoro di tutti i nostri rappresentanti, sia dalla Regione Veneto: Fondi di confine, trasporti, Cortina 2021. Forse non ci siamo capiti. Se si leggono bene le mie frasi, ho sostenuto che, dal punto di vista dell’opportunità politica, sul caso Sappada si poteva intervenire prima e meglio per evitare effetti domino. Non serve che da Venezia ci spieghino, anche perché c’è sempre stato un confronto serio e costruttivo con la Regione nei diversi ambiti.
Gli attacchi personali lasciano il tempo che trovano. Ma non c’è nessun problema a sederci per affrontare il tema dei trasporti, della sanità, del sociale e del turismo, consapevoli che le risorse sono poche, ma le idee, almeno nel cassetto, tante. Ecco perché sosteniamo che sono i bellunesi, con voce unica e trasversale, a dover riflettere e costruire il futuro di questo territorio. E abbiamo sostenuto, anche ai recenti Stati generali della provincia, che i bellunesi devono farlo insieme alla Regione Veneto, con un’alleanza che dia più forza di quanto fatto negli anni scorsi”.

 

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