Umbria. L'incontro di Cgil Cisl Uil con gli studenti delle scuole per contrastare la violenza sulle donne

27 novembre 2017. Iniziativa a Perugia contro la violenza sulle donne: momento costruttivo per dare senso alle parole, ma anche e soprattutto per confermare l’esigenza di un percorso culturale condiviso di donne e uomini e di consapevolezza nel rispetto delle persone, dell’ambiente e dei beni comuni, ossia di ciò che è di tutti, che devono essere custoditi dalla comunità esattamente come se fossero propri.  “Rispetto e libertà” sono state le parole chiave che sono emerse dall’incontro tra Cgil, Cisl e Uil e alcune delle classi dell’Istituto omnicomprensivo B. di Betto per trattare di violenza.

All’incontro, che ha visto gli interventi di Vanda Scarpelli (Cgil), Francesca Rossi (Cisl) e Ada Girolamini (Uil), sono intervenute anche l’assessore alle pari opportunità del Comune di Perugia Edi Cicchi, che ha illustrato quali siano gli strumenti di contrasto alla violenza di genere offerti dal Comune, la presidente del Consiglio regionale dell’Umbria, Donatella Porzi, che nella consapevolezza dell’importanza del racconto e della condivisione di esperienze ha ringraziato le organizzazioni sindacali per l’iniziativa e per quanto stanno facendo in tal senso, e la dirigente scolastica Francesca Cencetti che, parlando ai suoi studenti, ha ribadito il ruolo e l’impegno della scuola in questo necessario cambiamento culturale.

I ragazzi e le sindacaliste hanno dialogato attraverso la lettura di brani, la musica e le poesie, condividendo riflessioni e impegno comune. Ma soprattutto i ragazzi hanno scritto cosa per loro significa la violenza contro le donne: chi con una parola e chi attraverso un pensiero. La parola chiave di quei pensieri, scritti su pezzi colorati di carta, è stata una: ignoranza. Concetto ripreso nelle conclusioni dalle sindacaliste di Cgil, Cisl e Uil che hanno sottolineato ancora una volta quanto sia importante capire e quindi educare a una cultura rinnovata, dove l’impegno della comunità (e quindi anche dei corpi intermedi e dei sindacati) sia rivolto ad una nuova e più consapevole educazione sentimentale, dove nessuno prevarichi l’altro e ogni individuo sia libero. Dove le donne (mamme, mogli e figlie) non abbiano più paura all’interno delle mura domestiche, sul lavoro, di uscire e attraversare i parchi o semplicemente di vestirsi come preferiscono.  

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