Puglia. Cisl: "Sollecitare dialogo istituzionale e sociale"

Taranto, 28 dicembre 2017. Agli inizi di questo anno che volge ormai al termine, avevamo auspicato per il territorio ionico un 2017 concepito come grande mosaico dove i settori produttivi, siderurgia, agricoltura, commercio, turismo, edilizia, industria, chimica, cultura, scuola, trasporti, la stessa pubblica amministrazione costituissero insomma le tessere fondamentali di uno sviluppo sostenibile acquisito, agendo attraverso un forte impegno e corresponsabilità sociale. Perciò come Cisl, a seguito anche della stagione congressuale, con lo slogan “per la persona e per il lavoro”, ci siamo fortemente impegnati e spesi, con tutte le Federazioni, Enti ed Associazioni, nella sollecitazione del dialogo istituzionale e sociale per soluzioni che, sui versanti dello sviluppo, dell’occupazione in particolare giovanile, delle politiche sociali, della legalità, della salute e sicurezza, dell’inclusione, dell’integrazione, consentissero a lavoratori, pensionati e più in generale alle nostre comunità di guardare al loro futuro con la fondata speranza che il nuovo anno portasse con sé risultati positivi, concreti ed immediatamente verificabili. È stato un 2017 importante! Infatti, al territorio è stata riservata un’attenzione del Governo nazionale particolarmente vigorosa, probabilmente come mai prima (Cis, Porto, Ilva, Museo, Bonifiche... e non solo!) ma, di contro, continuiamo a subire una problematicità eccessiva di raccordo istituzionale con la Regione Puglia, a partire dal limitato esercizio del dialogo sociale e dalla limitata partecipazione, i cui estremi spaziano dalle negative ricadute del Piano di riordino ospedaliero, passando al poco conosciuto Patto per la Puglia, fino alla cessione del Gruppo Ilva. Gruppo Ilva con oltre 20mila persone, tra diretti e sistema appalti ed indotto, impegnate alle dipendenze di oltre 350 aziende. A tale riguardo, in occasione del confronto al Mise del 20 dicembre u.s. – al tavolo istituzionale dedicato a Taranto - avremmo preferito registrare, oltre al dato di fatto che nessuno dei presenti volesse chiudere lo stabilimento, atteggiamenti diversi, vista anche l’imminente festa del Natale; e rilevare che le criticità ed i dubbi di Regione e Comune si traducessero responsabilmente, con il confronto e non con lo scontro, in concrete opportunità seppur nella diversità di posizioni. Necessità ed opportunità della comunità ionica che erano e sono riposte nelle istituzioni in particolar modo nel Comune capoluogo e nella locale Prefettura, sempre presente! L’occasione era inoltre propizia affinché, criticità e diversità potessero e dovessero essere trasformate in speranze concrete per migliaia e migliaia di persone e nuclei familiari. Nella trattativa in corso, la posizione Cisl a tutti i livelli, è l’ambientalizzazione e la messa in sicurezza dello stabilimento, con il suo rilancio produttivo, la difesa della salute e della sicurezza interna ed esterna alla fabbrica, la salvaguardia occupazionale dei lavoratori diretti e indiretti, per la quale al Presidente della Regione chiediamo, così come è stato formulato anche dalla nostra segretaria generale nazionale Annamaria Furlan, unitamente a Cgil e Uil, di agire con responsabilità ritirando al più presto il ricorso al Tar di Lecce, per non vanificare tutte le giuste premesse di investimento, rilancio e ambientalizzazione a carico di ArcelorMittal. Vista l’estrema delicatezza del mandato istituzionale che ricopre, al Sindaco di Taranto, invece, riconosciamo in questa complessa vertenza passione ma allo stesso tempo, auspichiamo e facciamo appello che egli possa essere sintesi vera e portavoce unico, ascoltando solo il territorio (forze sociali, imprenditoriali, enti, associazioni, ecc..), poiché Taranto ha bisogno di rappresentanti istituzionali coesi, forti e autorevoli, e non di interferenze, riprendendo da subito il dialogo sociale anche con le OO.SS. Confederali, così come era nelle premesse del suo mandato elettorale, per confrontarsi, discutere e costruire tutt’insieme un progetto ben definito di quale territorio e quale sviluppo vogliamo. Non ci appassionano le discussioni inconcludenti o le strumentalizzazioni; ma bisogna raggiungere l’esito finale e positivo dell’investimento con tutte le garanzie possibili per il bene territorio; ricordiamo garanzie economiche stimate complessivamente in oltre cinque miliardi e che saranno, a nostro avviso, in grado di rigenerare compiutamente la sostenibilità ambientale e la produttività di un sistema industriale utile al nostro territorio e all’intero Paese. Altrettanto importante, per Taranto, così come tutte le altre opere realizzate nell’area portuale in questi ultimi anni, è l’opportunità che riguarda per esempio l’accordo quadro intervenuto tra l’Agenzia Industrie Difesa (Aid) e l’Autorità di Sistema portuale del Mar Ionio, forse anche passata ingiustamente in sordina, per la realizzazione, con i caratteri della sostenibilità ambientale, di un hub specialistico per le demolizioni navali da allocare presso l’ex yard Belleli. Un progetto competitivo a livello europeo che, a nostro avviso, potrà puntare non soltanto al naviglio della Marina Militare ma anche a penetrare nel mercato civile e militare sia nazionale che internazionale. Una volta di più, dunque, il sistema logistico-portuale ionico mette a frutto le proprie possibilità e capacità attrattive, grazie oltretutto al lavoro a tutto tondo dei dirigenti dell’Autorità Portuale di Sistema su una ribalta che non può che essere mondiale. Costituiscono in questo anno, inoltre, ulteriore opportunità l’imminente redazione del piano strategico concernente la Zona Economica Speciale (Zes) interregionale Taranto-Matera unitamente alle priorità realizzative ed al core business cui come parti sociali chiediamo fin da ora di poter partecipare attivamente, in quanto trattasi realmente di vera e propria progettazione dello sviluppo del territorio che implica lavoro e quindi anche nuova occupazione. Fanno però, da contraltare alla serie di positività in corso di realizzazione, diseguaglianze e povertà che anche nel 2018 indeboliranno, se non si interviene al più presto, il vivere sociale di questo territorio, come anche convenuto con l’Arcivescovo Mons. Filippo Santoro - incontrato nei giorni scorsi come Gruppo dirigente della Cisl - che ha sollecitato l’intera comunità a prendersi cura di ogni persona, specie di quelle più piccole ed indifese, così da camminare in forma solidale verso la realizzazione di un mondo più giusto, pacifico e inclusivo. È molto alto qui il rischio della regressione dei redditi delle famiglie e, dunque, dell’aumento delle povertà materiali e sociali, la riduzione dei livelli occupazionali soprattutto degli ultra cinquantenni, i rischi di disoccupazione giovanile in particolar modo quella altamente scolarizzata costretta a realizzare altrove - e non solo in Italia – la propria dignità mediante il lavoro. Pertanto, politiche di riordino ospedaliero ancora penalizzanti e un welfare socio-sanitario non ancora adeguato alle esigenza particolari della realtà tarantina, una più esigibile legalità nel mercato del lavoro, un sistema cultura-scuola-formazione capace di divenire vero architrave e paradigma per lo sviluppo e per il progresso della comunità: continueranno ancora nel 2018 a costituire il quotidiano dell’impegno sindacale confederale e della vertenzialità diffusa che impegna tutte le nostre Federazioni di categoria, nei luoghi di lavoro e nel territorio. Confidiamo che tutta la classe dirigente tarantina – amministratori pubblici, politica, rappresentanze parlamentari e consiliari regionali, organizzazioni imprenditoriali, associazionismo sociale - possa avere una vision condivisa che, oltretutto, consenta a Taranto di consegnare al più presto serenità, speranza e risposte esigibili da troppo tempo attese.

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