Lombardia. Politiche attive del lavoro: la Cisl invita la prossima legislatura ad interventi mirati e concreti

Milano, 7 febbraio 2018. L'“Appello sulle politiche del lavoro in Regione Lombardia”, che la Cisl Lombardia ha inviato ai gruppi consiliari della Regione,  è una sollecitazione che il sindacato rivolge al governo regionale per la ricollocazione delle fasce più deboli ancora oggi escluse dal mercatoarticola una serie di riflessioni e proposte per la nuova legislatura. 
“Nonostante i segnali di ripresa e i dati lombardi senz'altro incoraggianti rispetto al resto del Paese, nella nostra Regione giovani e donne scontano ancora forti difficoltà nell'inserimento lavorativo – sottolinea Mirko Dolzadelli, segretario regionale con delega al Mercato del lavoro –. Pur condividendo la scelta di puntare in Lombardia su due pilastri di politiche attive, Dote Unica lavoro e Azioni Reti Lavoro, per la prossima legislatura riteniamo irrinunciabili alcuni aggiustamenti che diano concrete opportunità di inserimento”. 
Secondo la Cisl Lombardia, nella profilazione di Dote Unica Lavoro, i disoccupati di breve durata, ma che provengono da lunghi periodi di inattività per cassa integrazione o contratto di solidarietà, avrebbero bisogno di linea dedicata. L'esperienza di questi ultimi anni evidenzia infatti che si tratta di persone che hanno grandissime difficoltà ad essere ricollocate, diversamente  da i “neo-disoccupati”. 
Per agevolare i lavoratori disoccupati in condizioni di disagio economico e sociale, inoltre, la Cisl Lombardia propone di modificare il regolamento sulla Dul (Dote Unica Lavoro), che ad oggi vieta l'attivazione della dote ai disoccupati che nei 6 mesi precedenti abbiano effettuato un tirocinio nella stessa azienda. “Il tirocinio - sottolinea il segretario regionale Cisl -  è una politica attiva e l’esperienza concreta ci mostra quanto sia utile per favorire l’inserimento lavorativo di persone più svantaggiate e garantire il successo della Dote Unica Lavoro”.
Quanto alle possibilità di riqualificazione offerte da Dul e Reti Lavoro, la Cisl Lombardia  non le ritiene sufficienti. E’ necessario ampliare lo spazio dedicato agli interventi formativi di riqualificazione, indispensabili per il reinserimento lavorativo aumentando il numero delle ore di formazione erogabili, o in alternativa, utilizzando voucher di offerta formativa individuali, come già sperimentato positivamente nell’Avviso Fpa Energia.
Occorre in ultimo armonizzare i contenuti delle politiche attive di Regione Lombardia con il nuovo assegno di ricollocazione, per non creare inefficienze e inutili sovrapposizioni. “Sarebbe opportuno, come nell’esperienza di Garanzia Giovani – conclude Dolzadelli - in deroga alle disposizioni nazionali  orientare l’assegno di ricollocazione alle specificità lombarde”. 

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