Lombardia. Gruppo Gabel, scioperano il 14 febbraio i lavoratori dello storico Gruppo tessile


Giovanni SARTINI Luigi CANNAROZZO GIan Carlo PAGANI

7 Febbraio 2018 - Si mobilitano i circa 400 lavoratori del Gruppo Gabel, lo storico Gruppo tessile comasco preoccupati "per il perseverare di una situazione finanziaria e produttiva critica in cui ormai da molti anni versa la Società e sbigottiti per l’incomprensibile e miope atteggiamento aziendale assunto". Indette da Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, due ore di sciopero il 14 febbraio e iniziative nei punti vendita, nel sito di Buglio (So) oltre ad un presidio presso lo stabilimento di Rovellasca (Co) dalle ore 12 alle ore 16. 

"Ad oggi non si intravedono iniziative di risanamento concrete e strutturali - sottolineano i sindacati spiegando le ragioni della protesta - nonostante i piani industriali presentati al Ministero del Lavoro e la consistente ristrutturazione avviata nel 2013, con pesanti sacrifici dei lavoratori, che ha previsto la chiusura del sito di Mornago in provincia di Varese, noto per il marchio e la produzione di coperte Somma, dello stabilimento di Rivanazzano in provincia di Pavia e la parziale dismissione di uno dei due siti di Rovellasca in provincia di Como, con relativo massiccio ricorso alla cassa integrazione straordinaria e ordinaria, nonché la riduzione di circa un centinaio di lavoratori.

Unica decisione concreta e strategica assunta nel corso degli incontri svolti nei mese scorsi per fare il punto della situazione, il rifiuto del confronto per il rinnovo dell’accordo quadro sul premio variabile, strumento funzionale al miglioramento della produttività degli stabilimenti e da sempre utile per il protagonismo e il coinvolgimento dei lavoratori nelle problematiche produttive ed organizzative.
Una decisione, quella della Società, assolutamente sbagliata e inusuale, che si indirizza nella direzione opposta rispetto alle esigenze di collaborazione e dialogo con tutti i dipendenti.

Alle comprensibili preoccupazioni dei lavoratori sulle prospettive aziendali, si associa pertanto, un evidente cambio di stile nelle relazioni sindacali che storicamente hanno sempre consentito un confronto con le Organizzazioni sindacali per ricercare soluzioni condivise" concludono.

Negli ultimi 5 anni la Società GABEL ha dimezzato complessivamente il suo fatturato, con il 2017 che registra non solo l’ennesimo calo di sei milioni di euro che ha generato gravi tensioni finanziarie nel corso dell’anno, ma anche significative perdite di quote nel mercato italiano.

A differenza del passato, infatti, lo scorso anno, l’Azienda ha deciso di non ricapitalizzare il patrimonio aziendale che dichiara essere solido e per far fronte alla carenza di liquidità, ha effettuato un prestito obbligazionario non convertibile per un importo pari a 3 milioni di euro, prestito erogato da persone fisiche che detengono il 100% delle azioni GABEL. 
Un primo segnale di parziale disimpegno della proprietà!

Riteniamo la Società in forte ritardo sul piano di sviluppo, sugli impegni presi e sul piano di ristrutturazione sostanzialmente fondato su importanti interventi nella ricerca e sviluppo di nuovi prodotti, l’ampliamento della rete di vendita, più volte dichiarata ma mai praticata e il massiccio intervento di marketing per consolidare il marchio.
Assente da troppi anni qualsiasi politica di mercato e sviluppo commerciale verso l’estero che vincola questa Società al 95% circa del fatturato ai consumi interni del nostro Paese

Negli ultimi incontri abbiamo ribadito la nostra disponibilità e l’esigenza di aprire un confronto prioritario su questi temi con un costante monitoraggio della situazione che non può esaurirsi con il blocco delle erogazioni dei premi aziendali la cui incidenza peraltro, anche confermata dalla stessa GABEL, risulta essere irrisoria sui costi aziendali e comunque di natura variabile e a obiettivi raggiunti.

Auspichiamo un ripensamento di questa decisione che certamente non aiuta nelle dinamiche aziendali anche in funzione di un efficientamento dei processi produttivi e in una gestione più adeguata dei punti vendita.

Per questi motivi e per una ripresa immediata del confronto, sia in merito alle prospettive future del Gruppo che in merito alla definizione dei nuovi obiettivi aziendali, le assemblee dei lavoratori, che si sono svolte nei giorni scorsi, hanno dato mandato ad iniziative di agitazione.

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