Sicilia. Milazzo (Cisl regionale) a Musumeci: “25 mila persone, 12 mila delle quali giovani, hanno fatto la valigia ed è andata via”

26 marzo 2018. Dai rifiuti al lavoro alle Province alla povertà alla spesa, questi alcuni degli argomenti affrontati dal Segretario  generale della Cisl Sicilia,  Mimmo Milazzo, in una lettera aperta al governatore Musumeci. "Egregio Presidente Musumeci, -si legge- ha più volte annunciato in questi mesi di voler aprire alla Regione una nuova stagione di riforme. E ha anche sostenuto che la sua prima Finanziaria, arrivata sabato all’Ars assieme alla legge di Bilancio, anticipa le riforme sulle quali lei invoca responsabilità e chiama al confronto le forze politiche dell’Isola. Desideriamo dirle che anche il sindacato intende dare il proprio contributo. Vorrebbe poter dire la sua sui temi che stanno a cuore al mondo del lavoro e che puntano a coniugare crescita e solidarietà sociale. Vorremmo prender parte al confronto di cui Lei parla, nella stagione riformista che, stando alle Sue parole, dovrebbe chiudere col passato guardando a un tempo medio-lungo.
È vero, la Sicilia ha bisogno di superare lo stato di emergenza permanente che ha ipotecato questi anni. Ha bisogno di una programmazione ordinaria che faccia leva sullo snellimento della macchina amministrativa regionale e locale. Ha bisogno del riordino delle ex Province; che decolli un sistema dei rifiuti che archivi l’epoca delle discariche che ha fatto dell’Isola l’ultima regione in Italia e non solo in Italia, per differenziata. Ancora, ha bisogno di interventi di riequilibrio dell’assetto idrogeologico. Di politiche ad hoc per l’occupazione, giovanile specialmente ma non solo. In Sicilia a lavorare sono solo un milione 370 mila residenti, appena il 27% della forza lavoro. E nell’ultimo anno ben 25 mila persone, 12 mila delle quali giovani, ha fatto la valigia ed è andata via.
Poi, c’è il tema del degrado sociale e dei ritardi dell’economia. Della necessità di misure che alzino un argine contro il rischio-povertà che incombe sul 55% della popolazione dell’Isola. E dell’urgenza di uffici tecnici funzionanti, capaci di sbloccare la progettazione esecutiva delle opere pubbliche. Senza uffici tecnici funzionanti, le opere al via si conteranno sempre sulle dita di una mano. E c’è bisogno, inoltre, di un colpo di acceleratore alla spesa pubblica, non solo dei fondi Ue, pure inchiodati complessivamente, per la programmazione 2014-2020, a percentuali irrilevanti. Insomma, la Sicilia deve darsi una mossa. E deve sbrigarsi a darsi una mossa.
È proprio per questo, egregio Presidente, che il mondo del lavoro c’è. E desidera prender parte al tavolo di discussione di temi a cui sono appesi il futuro dell’economia. E quello della società. Temi sui quali anche la Finanziaria appena approdata all’Ars, interviene, come riportano gli organi di stampa.
Ma il punto, è che di questa Finanziaria non ci è dato sapere nulla, nel dettaglio. Non la conosciamo se non per qualche news appresa dalla stampa. Non c’è stato alcun incontro preliminare con le parti sociali né sono state raccolte istanze e punti di vista della società di mezzo che rappresentiamo. Con il rischio che la locomotiva parta, ammesso che parta, ma per una direzione distinta e distante dai vagoni del convoglio sociale programmati per tutt’altra direzione. Noi siamo disponibili al confronto, egregio Presidente, perché il confronto pensiamo getti le basi comuni di percorsi virtuosi di sviluppo. Ed è per questo che ci auguriamo che la nuova, annunciata stagione di riforme sia anche una nuova stagione di metodo politico oltre che di merito, propositivo e riformista. Pertanto, -conclude Milazzo- restiamo in attesa di Sue. Il sindacato è pronto al dialogo sociale e al confronto istituzionale. La Regione faccia la sua parte.
 
                                                  

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