• Europa  Furlan:

    Europa
    Furlan: "La partecipazione è la base di un nuovo progetto comunitario"

    Continua...

  • Infrastrutture Furlan:

    Infrastrutture
    Furlan: "Indispensabili per il futuro del nostro Paese e delle nostre imprese"

    Continua...

  • Pubblico Impiego Ecco le proposte di Cgil, Cisl, Uil per cambiare la legge di bilancio. Furlan:

    Pubblico Impiego
    Ecco le proposte di Cgil, Cisl, Uil per cambiare la legge di bilancio. Furlan: "Contratto, assunzioni, piu’ risorse e piu’ valore al lavoro pubblico"

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  • Consulta Inas CislFurlan:

    Consulta Inas Cisl
    Furlan: "Patronati insostituibili per la tutela della persona ed i servizi per i cittadini"

    Continua...

  • Manovra - Bocciatura Ue Cisl:

    Manovra - Bocciatura Ue
    Cisl: "Il Governo ascolti le proposte del sindacato sulla crescita”

    Continua...

  • Manovra Cgil Cisl Uil:

    Manovra
    Cgil Cisl Uil: "Inadeguata e carente di una visione del Paese.
    Al via le assemblee nei luoghi di lavoro con le controproposte del sindacato”

    Continua...

  • Dal territorio

COMUNICATI STAMPA

Cisl, Sbarra: consolidare il sistema servizi per rispondere alle sfide della contemporaneità

Roma 16 novembre - “Le dinamiche tecnologiche ed economiche stanno cambiando la composizione sociale in maniera veloce e profonda, e... continua

Sindacato. Furlan e il presidente Fontana alla Conferenza regionale dei servizi Cisl

Milano, 16 novembre 2018.  Avrà luogo  il 19 novembre prossimo, al Teatro Pime dalle ore 9.30 alle 14, la conferenza regionale... continua

Sicurezza. Sbarra: "Cisl al fianco della Fns per sostenere le rivendicazioni del personale di Polizia Penitenziaria e Vigili del fuoco"

Roma, 15 novembre 2018 - "La Cisl condivide e sostiene le ragioni e le proposte alla base dell'iniziativa di mobilitazione... continua

Sicurezza. Domani manifestazione Fns Cisl a Montecitorio per polizia penitenziaria e vigili del fuoco

Roma, 14 novembre 2018 - La Federazione Nazionale Sicurezza della CISL domani, giovedì 15 novembre, manifesterà dalle 10.00 alle 13.00... continua

Genova. Furlan: "Troppi ritardi su decreto avvio lavori"

14 novembre 2018 - "Tre mesi fa il crollo del ponte Morandi: 43 vite spezzate. Genova ferita al cuore. Poi... continua

Lavoro. Sbarra: "Il reddito di cittadinanza non è politica meridionalista, serve cambio di marcia in manovra con investimenti che sblocchino l'occupazione produttiva"

13 novembre 2018 - “Associare il Reddito di Cittadinanza al Sud solo perché, in proiezione, è nelle zone deboli che... continua

Labor TV

Pensioni Furlan: quota 100 è una possibilità per i lavoratori, non un obbligo

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IN EVIDENZA

  • Dl Genova. Furlan: "Ora far partire la ricostruzione del ponte e case a sfollati. Ma Governo sblocchi investimenti per altre infrastrutture"

    Ponte Morandi15 novembre 2018 - "Speriamo che dopo l'approvazione oggi del decreto su Genova adesso possa davvero partire subito la fase di progettazione ed i lavori di ricostruzione del nuovo ponte, venendo incontro ai problemi gravi ed urgenti di Genova e delle famiglie degli sfollati". Lo sottolinea la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan, commentando l'approvazione del decreto su Genova e delle altre emergenze. "Bisogna mettere da parte le polemiche politiche, le provocazioni e lavorare tutti insieme ora per garantire la ricostruzione rapida del ponte di Genova e delle case per gli sfollati, rispettando naturalmente tutte le norme sulla sicurezza e la trasparenza nell'assegnazione ed utilizzo delle risorse.

  • Mezzogiorno. Cgil, Cisl, Uil presentano a Lezzi 12 proposte  per una nuova strategia di sviluppo

    INDUSTRIARoma, 12 novembre 2018  - “Il rilancio del Mezzogiorno richiede con urgenza una politica economica non più soltanto orientata al superamento della crisi, ma espansiva e capace di far ripartire la produzione e i servizi, oltre che a generare quel processo di ridistribuzione della ricchezza che è mancato in questi anni”. È quanto si legge nel documento unitario inviato dai segretari confederali di Cgil, Cisl, Uil Gianna Fracassi, Angelo Colombini, Ignazio Ganga e Ivana Veronese al ministro per la Coesione Territoriale e Mezzogiorno Barbara Lezzi, contenente dodici proposte per una nuova strategia di sviluppo per il Sud che potrebbero essere inserite nella legge di Bilancio. 
  • Dl Sicurezza. Cisl: "Salvaguardare diritti umanitari di accoglienza ed integrazione. Mancano risorse per centri di accoglienza donne vittime tratta"

    immigrati1Roma, 7 novembre 2018 - “Il Decreto Sicurezza si poteva modificare e migliorare con il confronto parlamentare. Aver scelto la strada della fiducia, senza le opportune modifiche, rischia di mettere in discussione i giusti principi umanitari dell'accoglienza e dell'integrazione sanciti dalle convenzioni internazionali e dalla Costituzione”. Lo sottolinea la Cisl in una nota. “Anche il sindacato ha più volte sottolineato la necessità di una legge organica sul tema dell'accoglienza dei profughi e dei richiedenti asilo politico, superando le lacune e le disfunzioni del nostro attuale sistema.
  • Sanità. Cgil, Cisl, Uil chiedono al Governo di aprire un confronto per definire i percorsi e gli interventi necessari a rafforzare e rilanciare il servizio sanitario pubblico

    sanitaRoma, 6 novembre 2018 - "Abbiamo assistito, durante questi mesi, a numerosi annunci da parte del Governo, sulla necessità di mettere in campo risorse finanziarie aggiuntive ed interventi strutturali, mirati al rafforzamento ed al rilancio del servizio sanitario nazionale. La manovra finanziaria varata dal Governo non va però in questa direzione. A partire dal finanziamento del Ssn, che viene confermato, per l’anno 2019, allo stesso livello programmato dal precedente Governo".

A PROPOSITO DI

  • "Più scuola e migliore per liberare il Sud", intervento di Annamaria Furlan, 'Avvenire' 11 Novembre 2018

    furlan2018bisSe frena il Sud perde l'Italia,  ha ammonito lo Svimez nel Rapporto  2018  presentato in questi giorni, lanciando l'ennesimo allarme sul divario crescente tra Settentrione e Mezzogiorno in termini di occupazione, investimenti pubblici e privati, consumi delle famiglie, assistenza socio sanitaria. Le 'ferite' del  Sud si leggono nella previsione di un Pil fermo allo 0,8% nell'espansione delle aree di povertà, nel declino demografico (negli ultimi quindici anni il Meridione ha perso due milioni di residenti, la metà dei quali giovani laureati). Le regioni del Centro Nord hanno recuperato interamente i livelli occupazionali precrisi, mentre il Sud resta ancorato a circa 300mila occupati sotto il livello del 2008. Sono dati di una eloquenza impietosa. L'immagine che ci consegnano è quella di un Mezzogiorno che denota una condizione di irrisolta e perdurante arretratezza. Anche la scuola non sfugge a questa realtà, come attestano i dati riguardanti la scolarizzazione il cui tasso è sensibilmente inferiore ad altre aree del Paese per effetto di consistenti abbandoni e in ogni caso con prospettive occupazionali ridottissime per chi lascia un percorso di studi. Oggi più di 300mila giovani del Sud abbandonano la scuola restando fuori anche dal sistema di istruzione e formazione professionale. Pesa in modo determinante anche la carenza di servizi a supporto delle famiglie e lo scarso apporto degli enti locali per quanto riguarda mense, trasporti, sussidi didattici, asili nido. Come si può reagire a questo stato di cose? E' chiaro che il Governo centrale deve fare di più. La  scuola ha un ruolo secondario nella Legge di Bilancio del Governo Conte. Non è considerata una priorità, anzi, al contrario, viene penalizzata, come dimostra la scelta di tagliare le ore di alternanza scuola- lavoro che, opportunamente riformata, è invece e rimane uno strumento davvero importante per creare un collegamente tra la scuola, l'impresa e il territorio. Senza misure specifiche per favorire gli investimenti e lo sviluppo sarà ben difficile offrire reali opportunità di lavoro a chi beneficerà nel Mezzogiorno del reddito di cittadinanza.

FOCUS

  • Le priorità per la legge di Bilancio 2019: Piattaforma Cgi Cisl Uil

    bandiere cgil cisl uilLe proposte di Cgil, Cisl, Uil per la crescita e lo sviluppo del Paese, contenute nella Piattaforma approvata dagli Esecutivi unitari riuniti il 22 ottobre scorso per valutare il Def e la legge di Bilancio 2019.

  • Pensioni. Le richieste della Cisl per il confronto con il Governo

    richiestecislRoma, 10 agosto 2018. " Occorre che il Governo apra ai primi di settembre in vista della predisposizione della legge di stabilita' un confronto con il sindacato sul tema delle pensioni. La Cisl, unitamente alle altre confederazioni, ha recentemente inviato proprio una richiesta di incontro al Ministro del Lavoro allo scopo di discutere le possibili scelte da compiere in materia previdenziale". 

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Emilia Romagna. In 300 alla giornata Cisl su Aldo Moro con Annamaria Furlan all'Università di Modena e Reggio

22 Giugno 2018 - Quanto è attuale la figura di Aldo Moro lo si desume anche dalla presenza silenziosa e attenta di trecento persone che, a inizio estate, affollano l’aula Magna dell’Università degli studi di Modena e Reggio. L’occasione è la giornata di incontro sulla sua figura voluta da Fnp Cisl Pensionati Emilia-Romagna e Cisl Emilia-Romagna. Intervengono esponenti del mondo istituzionale, sindacale e giornalisti.

“I giovani possono trarre giovamento dagli insegnamenti di Aldo Moro, che fu un apprezzato docente universitario, un politico illuminato ed un grande statista – ha affermato la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan. Bisogna ripartire dal futuro dei giovani, dalla scuola e dalla formazione proprio come predicava Aldo Moro. Ripartire dalla dignità del lavoro, dalla centralità dell’Europa, dalla necessità di una maggiore giustizia sociale. In questo gli insegnamenti di Moro sono assolutamente attuali soprattutto su come costruiamo la comunità attraverso legami forti tra giovani e anziani, tra chi ha il lavoro e chi non ce l’ha, tra le diverse provenienze territoriali, tra il nord ed il sud, tra italiani ed immigrati”. Per la leader Cisl, Moro “fu ucciso perché aveva una visione del futuro democratico del paese. Era un convinto europeista ed un assertore del dialogo sociale. La sua linea del compromesso significava non accontentarsi, era un idea coraggiosa di mettersi insieme finalizzato al bene comune del paese. Ben altra cosa rispetto ad un contratto di governo che ha bisogno di essere siglato davanti ad un notaio”.
Inevitabile l’accenno al tema del giorno, l’immigrazione. “Sul caso dei disperati che arrivano sui gommoni e che abbiamo dirottato dai nostri porti è bene ricordare che non sono in crociera, ma cercano di salvare o migliorare la propria vita. Dove sono tutte le voci di sdegno che avremmo voluto ascoltare assieme alla nostra? Come possiamo caricaturizzare tutto questo?. Esprimo apprezzamento per chi, nel governo, ha portato la discussione sulla retta via”. Sui salari: “Dobbiamo chiederci come allargare quel minimo di salari contrattuali a tutti lavoratori? E’ questo il tema centrale in un mercato del lavoro che, invece, all’85% paga i lavoratori con salari minimi”.

Nella giornata, alla presenza di William Ballotta, segretario generale presente assieme alla segreteria della Cisl Emilia Centrale, hanno fatto le veci di padroni di casa Loris Cavalletti, segretario Fnp Cisl Emilia Centrale: “Abbiamo realizzato questa iniziativa perché i più anziani hanno a cuore il futuro che, per noi sono i figli e nipoti. E il farlo all’Università significa dire ai giovani che la deve essere rimessa al centro e deve vedere i giovani impegnati. Oggi c’è bisogno di leggere i segni dei tempi capire l’importanza di essere capaci di lottare per la giustizia per costruire l’Europa come prodotti a di convivenza superando le divisioni”. Con lui Giorgio Graziani, segretario generale Cisl Emilia-Romagna: “Soprattutto in questi giorni la figura di Moro è attuale, un gigante della politica da cui ripartire per progettare un futuro migliore. E’ una figura civica, che promosse l’educazione civica nelle scuole, e che riconosceva il sindacato e i lavoratori”.

 

SALUTI E INTERVENTI
“Moro, quell’Italia che non vide”

All’Università di Modena e Reggio Luca Vecchi, sindaco di Reggio ha legato la figura di Moro a quella del padre costituente Giuseppe Dossetti: “giusto ricordare Aldo Moro nell’Università, perché è una figura che parla ai giovani. Era un uomo di progresso capace di intercettare, con un pensiero innovativo, le energie fresche della società”.
E a Reggio Emilia il primo applauso che interrompe il relatore è quello a Giuseppe Fioroni, ex Dc e Ministro dell’istruzione, ha guidato la terza relazione della Commissione parlamentare d'inchiesta sul rapimento e la morte di Aldo Moro: “Certo è che Moro lo hanno rapito e ucciso le Br: ma la domanda è come mai nel condominio nessuno vide? Questo è uno dei motivi per cui non lo si riuscì trovare. Per troppi anni ci siamo affidati al memoriale Morucci Faranda, ma questa non è la verità storica sul caso Moro, ma lascia fuori moltissimi protagonisti di quel tempo. Da Reggio Emilia partì l’avventura brigatista che, poi, riuscì a stringere legami a livello internazionale, dai Palestinesi dell’Olp ai Tedeschi ai giapponesi. Oggi è inaccettabile che terroristi che hanno fatto solo 10 anni di carcere vadano a fare interviste. Non basta chiedere il perdono occorre, oltre al perdono, il ravvedimento operoso”. E qui scoppia l’applauso della vasta platea.
Stefano Bonaccini, governatore della Regione Emilia-Romagna ha portato ricordi personali: “quando rapirono Moro e a scuola ci mandarono a casa. Quando ne ritrovarono il corpo eravamo in gita e ci inviarono a casa. E Firenze trovammo persone che, assieme con bandiere del Pci e dello Scudocrociato, andavano in centro a manifestare. E i miei genitori, militanti comunisti, mio padre camionista, mia madre operaia, di Moro dicevano. ‘Lè na brava persoina’ è una ‘brava persona’. Voleva dire tutto”.
Per l’onorevole Pierluigi Castagnetti: “Moro non era paragonabile a molti altri. Ora occorre un passaggio per emancipare Moro dai suoi ultimi 55 giorni e capire chi era effettivamente. Non era un uomo di intelligenza politica e autorevolezza come gli altri, era un uomo che ha costruito la fase più lunga di completamento della democrazia nel nostro Paese. Viveva la politica come arte di costruire la convivenza tra diversi, alla dialettica, al riconoscimento del diverso. Ha anticipato sul piano pratico i documenti del Concilio realizzando l’autonomia del cattolico impegnato in politica, è stato l’ideatore e il costruttore del passaggio dal centrismo al centrosinistra (concretizzare la possibilità dell’alternanza, era per lui un limite alla democrazia il monopolio di governo del centro). Subì l’opposizione della Chiesa, per lui credente un’opposizione durissima. Era un progettatore e realizzatore dei disegni politici. Ero assistente parlamentare di Giuseppe Dossetti nel 1967 quando si rivolse a Moro per comunicargli il suo desiderio di non ricandidarsi “abbiamo fatto troppo poco’. E Moro replicò: ‘Io sono convinto che abbiamo fatto troppo’, perché erano anni di forte cambiamento tra solidarietà nazionale e compromesso storico, cui non tanto la Chiesa, ma soprattutto il mondo Occidentale era contro, compresa la Nato. Possiamo mettere i comunisti al governo ci si chiedeva in quegli anni? Per lui più del potere era importante il disegno e, per questo, spiegò a Berlinguer che era Andreotti, e non lui stesso, la figura più autorevole per guidare il paese: di Andreotti gli americani si fidavano, di Moro no”.
“L’Italia – ha concluso Castagnetti - si è salvata all’omicidio di Moro perché non ha ceduto alla tentazione di cambiare la Costituzione in quelle ore. Non ha introdotto la pena di morte. Non ha ridotto la libertà di stampa. Oggi viviamo momenti difficili per altre ragioni: dobbiamo essere molto vigilanti”.
“Non mi aspettavo una platea così numerosa – ha detto il direttore de l’Espresso, Marco Damilano, autore di Un atomo di verità, sulla figura dello statista. Un libro che sente suo dato che da piccino recandosi a scuola passava da via Fani ogni giorno -. La generazione di Moro, Berlinguer, Dossetti aveva per la politica una dimensione assoluta. Oggi invece la politica è ridotta alla dimensione di pura gestione dell’esistente, con dimensioni temporali di qualche ora o dello spazio di un Tweet”.
“Piccolo borghesi rivoluzionari di professione”, definisce i terroristi Damilano e ancora: “’Datemi un milione di voti e toglietemi un atomo di verità e sarò comunque un perdente”, scriveva Aldo Moro dalla sua prigionia. Dopo abbiamo conosciuto politici che pur avendo milioni di voti non avevano un atomo di verità e si sono rivelati perdenti”. E presenta la copertina del prossimo numero dell’Espresso, in edicola domenica, in maiuscolo porta la scritta “Partigiani”. Anche se non c’è un partito per cui schierarsi, c’è la necessità di schierarsi contro una idea di politica che scatena la rabbia e, sulla frustrazione, lavora per costruire il futuro consenso. Siate indipendenti, diceva Moro, non guardate all’oggi ma al domani e al dopodomani”.

CONQUISTE DEL LAVORO

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