Intestazione Conferenza Nazionale dei Servizi in Rete Al via la “Conferenza Nazionale dei Servizi in Rete” a Roma, presso l’Auditorium del Massimo il 3- 4- 5 luglio 2018. L’iniziativa coinvolgerà i membri del Consiglio Generale Confederale allargato ai componenti delle Segreterie di Federazioni Nazionali, ai Segretari generali e componenti delle Segreterie UST nonché ai componenti delle Segreterie USR non presenti nel Consiglio Generale. Inoltre alla Conferenza parteciperanno i rappresentanti degli Enti, Società e Associazioni promosse dalla Cisl.

Conferenza Servizi Cisl. Furlan: "Il cambiamento non ci fa paura"

Conf intervento Furlan3Roma, 3 luglio 2018 - La Conferenza Nazionale Cisl dei Servizi in rete si è aperta questa mattina con un bellissimo ricordo di Pierre Carniti, il Segretario Generale Cisl che ha guidato la confederazione dal 1979 al 1985, recentemente scomparso. “Siamo tutti commossi e allo stesso tempo riconoscenti ed è difficile abituarsi al fatto che Pierre non ci sia più” ha detto la leader della Cisl, Annamaria Furlan, introducendo i lavori della Conferenza (il testo integrale della relazione) . “Pierre è stato un sindacalista che ha segnato con la sua azione sindacale davvero un’epoca. Autonomia della Cisl e difesa dei lavoratori più deboli, i suoi fari. Non rinunciò mai al sogno dell'unità sindacale”.

Rivolgendosi poi al Ministro di Maio, ospite dei lavori della mattinata, la leader della Cisl entra nel vivo del suo intervento. “Il Governo del cambiamento non ci fa paura, il cambiamento non ci fa paura. Un governo politico e non tecnico lo condividiamo perche' per cambiare il paese abbiamo bisogno di un governo politico. La Cisl e' nata per il cambiamento e per il futuro, e' il sua codice genetico oggi piu' che mai. Il governo del cambiamento puo' aprire nuovi orizzonti a condizione -avverte- che sappia coltivare il confronto con le grandi organizzazioni del lavoro delle cose per il bene del Paese. Iniziamo un confronto che deve rafforzare la coesione sociale. Abbiamo seguito con doveroso interesse la complessità della fase successiva alla svolta politica conseguente al voto del 4 marzo” , sostenendo, pubblicamente, il favore della CISL per la formazione di un Governo in grado di dare al nostro Paese stabilità politica e progetto di futuro".


“La Cisl –precisa Furlan- nasce per il cambiamento, nasce per l’innovazione, nasce per la lungimiranza e l’anticipazione strategica, nasce per il futuro. È il suo codice genetico. Oggi più che mai. E lo mette con autonomia, equilibrio, intelligenza collettiva, responsabilità, al servizio del lavoro e del Paese. Per queste semplici ragioni il Governo del cambiamento, lungi dallo spaventarci, può aprire nuovi orizzonti; ad una condizione di metodo fondamentale: che sappia coltivare il confronto, ognuno per il suo ruolo e per le sue responsabilità, con le grandi Rappresentanze del lavoro e dell’impresa, incorporando il loro contributo nella sintesi del bene comune del Paese che riassume la missione di Governare. Nel merito”.

E la Segretaria generale interviene poi  a tutto tondo su quelle che, per la sua organizzazione, sono le priorità sulle quali lavorare: politiche redistributive con impatto immediato; politica industriale in grado di accrescere produttività, capacità competitiva, occupazione, coesione sociale stabilizzando la crescita nel lungo periodo e avendo di mira la transizione alla green economy e all’economia circolare, ovvero a un modello di sviluppo ambientalmente sostenibile e socialmente responsabile, che trova nel Contratto di Governo i capitoli più innovativi. Tornando a parlare della proposta di Reddito di cittadinanza che per la Cisl "non può essere assimilato a un vitalizio e deve prefigurare, invece, un percorso di uscita dal disagio sociale e dalla povertà, attraverso formazione professionale, riconversione, riqualificazione, lavoro, seguendo un’impostazione affine, al di là delle maggiori coperture economiche, al Reddito di inclusione che il Sindacato confederale e l’Alleanza contro la povertà hanno condiviso con il precedente Governo. Il Reddito di cittadinanza –prosegue- , così inteso, può cogliere, programmaticamente, più di un obiettivo che la CISL richiede da tempo: lotta alle diseguaglianze, potenziamento della domanda interna, rafforzamento strutturale della crescita”. 
Furlan si dice poi preoccupata della Flat Tax. “Trascuro le coperture, che pure sarebbero un problema. Ne faccio una questione di coerenza e di efficacia della strategia definita dal Contratto di Governo. È fuor di dubbio che la Flat tax, abbattendo la progressività, rappresenti un meccanismo potente di redistribuzione di reddito (e di ricchezza) verso l’alto, aumentando le diseguaglianze ed entrando in rotta di collisione con la logica che ispira il Reddito di cittadinanza”. Nello specifico per la Segretaria della Cisl “la Flat tax capovolge la logica, positiva e vincente, del Reddito di cittadinanza sia in rapporto alle diseguaglianze, sia alla domanda interna, sia alla crescita”.

Chiede poi risposte alla lunga serie di emergenze aziendali ancora irrisolte, citandone simbolicamente due che per Furlan “le rappresentano tutte: Ilva e Alitalia, due banchi di prova decisivi per salvare la più grande acciaieria d’Europa e la filiera produttiva e occupazionale con essa integrata, presidiando, contemporaneamente, il risanamento ambientale; e per dare una svolta di futuro e di sostenibilità sociale all’Odissea infinita della Compagnia di bandiera”. Ed ancora, ricorda l’emergenza dei lavoratori delle piattaforme digitali, “che non si limitano ai ciclo fattorini, ma si estendono anche a liberi professionisti e a freelance, sono l’emblema del dumping contrattuale. Anche di questi CCNL pirata dovremo occuparci in tempi molto stretti”.
“La CISL –incalza Furlan- ė convinta che, al di là della pur necessaria qualificazione giuridica, i CCNL debbano garantire i diritti e le tutele sociali universali a questi lavoratori (dai minimi salariali, ai limiti di orario, alla previdenza, alle assicurazioni, alla salute e sicurezza), nonché i diritti individuali (dalle regole di ingaggio, al diritto alla privacy, ai rating reputazionali, al divieto di discriminazione, al diritto di adesione a organizzazioni sindacali).

Tocca anche l'annoso problema pensionistico: “Siamo molto interessati all’impegno del Contratto di Governo di abolire gli squilibri del sistema previdenziale introdotti dalla Riforma Fornero, all’attenzione dedicata ai “lavoratori impegnati in mansioni usuranti’, alla separazione fra previdenza e assistenza, alla proroga dell’“opzione donna”, al ricalcolo contributivo delle pensioni d’oro superiori ai 5.000 euro mensili. Anche il Sindacato confederale ha ritenuto iniqua la Riforma Fornero e ha avviato un’iniziativa di Contro riforma che, con il Governo Gentiloni, ha acquisito importanti risultati: riconoscimento delle categorie dei lavori gravosi, ampliamento dell’Ape sociale, proroga dell’Ape volontaria, blocco al 2019 dell’aspettativa di vita per chi svolge lavori gravosi e usuranti. Intendiamo continuare nell’estensione dei margini della flessibilità in uscita. Contestualmente, per i giovani riteniamo indispensabile una pensione contributiva di garanzia che consolidi il pilastro pubblico, per scongiurare una generazione di pensionati ufficialmente poveri. A tal fine anche il secondo pilastro, la previdenza integrativa, dev’essere rafforzato”.
Quindi la visione europea della Cisl che la Segretaria riassume in tre postulati: l’Europa attuale non è sostenibile; l’uscita dall’Euro e dall’Europa sarebbe una terapia peggiore del male; una fase costituente che restituisca ai suoi popoli un’altra Europa è possibile, necessaria, vitale. 
“La prospettiva del cambiamento europeo rimetterebbe la politica e i Governi che contribuissero a realizzarla, in linea con la frontiera più avanzata della storia!” E parlando di Europa la Segretaria della Cisl affronta il problema dei flussi migratori e di come confermino che i “fenomeni globali non siano gestibili su scala nazionale, con i poteri, le risorse, i livelli di sostenibilità degli Stati nazionali”.
Da ultimo, non certo per importanza, il tema della democrazia al quale il Contratto per il Governo del cambiamento dedica il capitolo 20 “Riforme istituzionali, autonomia e democrazia diretta. “Conosciamo il dibattito del Movimento 5Stelle sulla democrazia diretta –ha concluso Furlan- e apprezziamo il potenziamento degli istituti di democrazia diretta previsti nel Contratto di Governo, per offrire alla sovranità popolare strumenti e canali efficaci di espressione. Restiamo, nel contempo, convinti che la democrazia partecipativa, ovvero il coinvolgimento delle grandi Rappresentanze sociali nella definizione delle strategie delle imprese, nel contributo alle politiche amministrative nei territori, nella costruzione della sintesi del bene comune del Paese che compete al Governo, rappresenti, nelle società complesse come la nostra, la forma che più avvicina la democrazia rappresentativa alla democrazia diretta”.


 

 

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