Il saluto del Presidente della Repubblica Mattarella

mattarella2Gentile Segretario Generale,
desidero esprimere ai delegati e dirigenti sindacali riuniti per la Conferenza nazionale organizzativa il saluto più cordiale.
Avete posto a tema del vostro incontro le periferie e l’accesso dei giovani a un lavoro che consenta piena cittadinanza. È questa una chiave di volta che interpreta una missione definita dalla Costituzione: ridurre gli squilibri sociali, territoriali, di genere. Sono questioni nevralgiche per lo sviluppo del Paese e nessuno può permettersi di trascurarle.
Il movimento dei lavoratori, nel tutelare i diritti di chi è occupato e dei pensionati, si trova sempre più alle prese con le domande e i bisogni che provengono dalle aree del disagio, della marginalità, del lavoro precario, fenomeni accentuati nelle fasi di grande trasformazione.
Le fratture sociali degradano il tessuto civile e l’intero sistema di welfare fatica a garantire l’universalità dei diritti.
Laddove cresce il divario di conoscenze e di opportunità, anche il lavoro e i servizi si impoveriscono, ostacolando le innovazioni necessarie ad assicurare una crescita equa e sostenibile.
L’impegno costruttivo delle formazioni intermedie, di cui il sindacato dei lavoratori è espressione significativa e radicata, ha una valenza decisiva.      
Come nei momenti migliori della storia sindacale - ricorrono quest’anno i cinquant’anni dalla scomparsa di Giulio Pastore, protagonista indiscusso del progresso civile del dopoguerra - si avverte la utilità che il movimento dei lavoratori sappia rinnovare la propria visione sociale, in sintonia con le sfide in atto.      
I tempi nuovi esigono capacità di ascolto e grandi qualità innovative, per far rivivere e rinvigorire i valori di solidarietà più profondi, per contribuire alla coesione della Repubblica.
Auguri di buon lavoro.
 

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