Il saluto della Cisl Lazio e della Cisl Roma capitale e Rieti

Roma, 9 luglio 2019 - "In questi anni abbiamo messo al centro della nostra azione giovani, donne, migranti, precari, disoccupati e anziani, molto e' stato fatto ma molto resta da fare. Oggi sembra acuirsi una cultura della diseguaglianza, con i Paesi ricchi sempre piu' ricchi e quelli poveri sempre piu' poveri, di fronte a una trasversalita' della poverta' che non ci consente di stare a guardare ma ci impone di agire presto e bene per arginare questa deriva prima che sia troppo tardi.

In questo, la Cisl deve porsi come un sindacato di frontiera, un soggetto di trasformazione sociale e radicamento democratico dei lavoratori. Siamo qui oggi per riportare al centro dell'attenzione le periferie reali ed esistenziali". Lo ha detto Sergio Costantini, segretario generale della Cisl di Roma Capitale e Rieti, aprendo la Conferenza organizzativa nazionale della Cisl in corso all'Auditorium del Massimo, a Roma"

Per il segretario generale della Cisl del Lazio, Enrico Coppotelli, "nella Cisl e' sempre stato imprescindibile il principio di incontro e confronto, con radici che affondano nel passato ma necessariamente proiettate nel futuro. Roma e' come una madre che accoglie e mai respinge, ha una storia millenaria di ospitalita', inclusione e solidarieta', ha saputo accogliere popoli e persone di tutte le categorie senza mai umiliarle e annullarne differenze e identita'. Il destino della nostra Capitale e' inscindibile da quello della nostra Nazione, nulla ci puo' dividere: dobbiamo essere fieri della nostra unione e vedere l'Europa come una delle nostre piu' grandi conquiste, lavorando per superare fratture e divisioni. Il nostro futuro dipendera' dalla nostra capacita' di comprensione", ha concluso Coppotelli. 

Stampa