Intestazione XVIII Congresso Confederale "Per la persona, per il lavoro" è lo slogan scelto dalla Cisl per il suo XVIII Congresso il cui lungo percorso, avviato a novembre in tutta Italia con i 1062 congressi delle federazioni territoriali di categoria, si concluderà a Roma al Palazzo dei Congressi dell’Eur con la quattro giorni del Congresso confederale dal 28 giugno al 1° luglio. 63 congressi delle Unioni territoriali, 400 congressi delle federazioni di categoria regionali, 19 congressi delle Unioni regionali e 19 congressi delle federazioni nazionali hanno accompagnato il lungo e capillare percorso democratico con l’obiettivo di rinnovare il gruppo dirigente a tutti i livelli e rafforzare la scelta originaria del radicamento della CISL nei posti di lavoro e nel territorio.

Prodi: "Senza il sindacato la centralità del mondo del lavoro non esiste"

prodi4Roma, 29 giugno 2017. Un lungo applauso quello che la platea del Congresso dedica a Romano Prodi. E Annamaria Furlan, ringraziandolo per la partecipazione si rivolge a lui sottolineando come sia per la Cisl "grande amico”. “Abbiamo sempre ammirato –ha detto Furlan-  la sua capacita' di tenere insieme i sindacati, il Paese e l'Europa e la sua capacita' di fotografare la situazione economica e sociale".


Ed è l’equità il filo conduttore dell’intervento dell’ex premier "Il sindacato –afferma- sia protagonista della  lotta per l'equità: senza il sindacato la centralità del mondo del lavoro non esiste. Nel nostro Paese è totalmente accettata l'enormità delle disuguaglianza: non reagisce più nessuno al fatto che un operaio guadagni 300 volte in meno di un alto dirigente. Ricordo che 35 anni fa, quando parlai di un divario salariare di 30 a 1, ricevetti tantissime lettere di approvazione". Ma contro la disuguaglianza nel lavoro per Prodi “serve la necessità della rinascita della politica: il poco lavoro che c'è va distribuito secondo un assetto complesso. E bisogna parlare di cose scomode. Sento parlare di aliquota unica. Allora abbiamo perduto l'anima. Facciamo pagare il 45% a chi paga 20mila euro come a chi guadagna 20 milioni. Dove andiamo a finire?".

“Oggi faccio sostanzialmente il predicatore", dice, "o l'Europa si impegna insieme, o il mondo del lavoro continuera' a soffrire e molto. I cambiamenti che si stanno verificando nel mondo del sono forti e non diminuiranno di intensita' e l’euro rimane l’unico strumento che abbiamo in mano per costruire il nostro futuro. Realizzare l'Europa e mettere assieme, nella pace, tanti Paesi è uno sforzo lungo, difficile e che richiede tempo. L'Europa ha portato una pace stabile nel continente e, dunque, se si vuole realizzare l'unità, raggruppare il continente per il nostro futuro - ha concluso - dobbiamo fare questo sforzo"".

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