Pubblicato dal Ministero dell’Interno il report sugli sfratti da Gennaio a Dicembre 2014

La pubblicazione da parte del Ministero degli Interni dei dati definitivi sugli sfratti relativi al 2014, denuncia come il fenomeno sia ancora molto presente in tutta la sua drammaticità, nonostante i grandi mezzi di comunicazione e le Istituzioni abbiano abbassato il livello di attenzione e di osservazione.
La realtà che ci consegna il report ministeriale è la conferma di una persistente sofferenza abitativa delle classi meno abbienti, che in difficoltà con il reddito diventa morosa dell’affitto e perde la casa.


Nonostante i dati di molte città metropolitane risultino incompleti, si registra un aumento dei provvedimenti di sfratto emessi nel 2014 rispetto al 2013 pari al 5% e delle esecuzioni con l’assistenza dell’autorità giudiziaria del 13,5%.
Le richieste di esecuzione sono il doppio dei provvedimenti di sfratto: 150.076 (richieste di esecuzione), 77.278 (provvedimenti di sfratto), a significare che si stanno esaurendo le uscite spontanee, cioè, che da una parte si va riducendo la capacità delle reti famigliari e amicali di assorbire il problema e dall’altra che il sistema di welfare abitativo istituzionale non è in grado di soddisfare la pur minima assistenza.

Conseguentemente i 36.083 sfratti eseguiti, a cui si devono aggiungere le migliaia di pignoramenti immobiliari nei confronti di chi non ha più potuto pagare il mutuo, stanno generando un vero e proprio popolo di emarginati a cui manca anche l’essenziale di un luogo in cui vivere.
Questo è il quadro di lettura dei dati pubblicati dal Governo, che per il SICET (sindacato Inquilini casa e territorio promosso dalla CISL) non costituiscono certo una novità, vista la frequentazione nelle nostre sedi di tutta ITALIA di famiglie, singoli, giovani, anziani, stranieri e italiani sfrattati per morosità nel pagamento del canone di locazione.


Le Istituzioni sono sorde al richiamo del popolo degli sfrattati. Tra pochi giorni (il 30 di Giugno) scade la miniproroga degli sfratti per finita locazione, Governo e Parlamento avevano motivato la brevità della proroga dichiarando che le misure presenti nel provvedimento sarebbero state risolutive del problema, in quattro mesi, nemmeno una delle famiglie interessate ha trovato soluzioni alternative. Non una casa popolare è stata ancora recuperata per essere assegnata ad uno sfrattato, non uno contratto è stato rinegoziato e rinnovato utilizzando le risorse stanziate.


Servono misure diverse, serve soprattutto la volontà di affrontare il problema attraverso la riduzione dei prezzi degli affitti, serve una politica pubblica dell’affitto e dell’Edilizia residenziale pubblica. Tutti argomenti che le Istituzioni competenti: Governo, Parlamento, Regioni, Comuni declinano con estrema difficoltà.

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