Jobs act. La NASPI, la nuova indennità di disoccupazione è operativa. Quali i requisiti e la durata

La Naspi, la nuova indennità di disoccupazione introdotta del D.Lgs. 4 marzo 2015, n.22 in attuazione di una delle deleghe del Jobs Act, è stata resa operativa. Rispetto al testo di legge è possibile avere alcuni chiarimenti ed interpretazioni, di cui sintetizziamo solo i principali, relativi a requisiti e durata, nella circolare Inps n. 94 del 12 maggio 2015.

Requisiti

In relazione al requisito delle tredici settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione, viene precisato che si considerano utili:

Non sono invece considerati utili i seguenti periodi coperti da contribuzione figurativa:

La presenza di tali ultimi periodi deve essere neutralizzata in quanto ininfluente, e determina un conseguente ampliamento del quadriennio di riferimento.

Viene risolta la questione dei lavoratori agricoli con contribuzione mista, che abbiano, cioè, alternato, periodi di lavoro nel settore agricolo e periodi di lavoro in settori non agricoli. In questi casi i periodi sono cumulabili ai fini del conseguimento della NASPI purché nel quadriennio risulti prevalente la contribuzione non agricola e sempre che la relativa domanda sia presentata nel termine di sessantotto giorni rispetto alla cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro anche se avvenuto in agricoltura.

Per quanto riguarda il requisito delle trenta giornate di lavoro effettivo, la circolare, oltre a precisare che sono quelle di effettiva presenza al lavoro a prescindere dalla loro durata oraria, chiarisce positivamente, come chiesto dalla Cisl, che sono da considerarsi periodi neutri, determinando quindi un ampliamento - pari alla durata degli eventi medesimi - del periodo di dodici mesi all’interno del quale ricercare il requisito delle trenta giornate, i seguenti periodi:

Durata della prestazione

Secondo la nuova normativa, la durata della prestazione è pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni, “detratti i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione della prestazione”. Di conseguenza il criterio operativo applicato dall’Inps sarà il seguente:
- ai fini del non computo dei periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione di prestazione di disoccupazione sono presi in considerazione, per esserne esclusi, i periodi di contribuzione precedenti la prestazione della quale hanno costituito base di calcolo;
- in ogni caso, i periodi di contribuzione relativi al rapporto di lavoro successivi all’ultima prestazione di disoccupazione sono sempre utili ai fini della determinazione della durata di una nuova NASPI, poiché non hanno già dato luogo ad erogazione di prestazioni di disoccupazione.

La circolare evidenzia che il susseguirsi di discipline differenti relative alla tutela della disoccupazione rende necessaria, al fine dello scomputo, l’individuazione di criteri in base ai quali determinare, in fase di prima applicazione, i periodi di contribuzione che hanno dato luogo ad erogazione di prestazioni di disoccupazione la cui durata non era rapportata alla contribuzione preesistente.
Tali criteri, individuati nel paragrafo 2.5 della circolare, non sono di facile lettura, seppur accompagnati da tabelle esemplificative. E’ da sottolineare, innanzitutto, che la circolare, con il criterio n.1, pone dei limiti al numero di settimane scomputabili ai fini del calcolo della durata della Naspi: per prestazioni di disoccupazione a requisiti normali e Aspi con durata teorica fino a 12 mesi, verranno scomputate al massimo le settimane presenti negli ultimi 12 mesi precedenti la prestazione; per prestazioni di disoccupazione a requisiti normali e Aspi con durata teorica superiore a 12 mesi, verranno scomputate al massimo le settimane presenti nel periodo, pari alla durata teorica della prestazione, precedente quest’ultima.

Ciò che preme soprattutto evidenziare è il criterio n.4 che consente, per le prestazioni di disoccupazione ordinaria con requisiti normali (non anche quelle a requisiti ridotti) o di ASpI le cui ultime 52 settimane di contribuzione che vi hanno dato luogo siano a cavallo dell’inizio del quadriennio, di utilizzare anche una parte della contribuzione relativa a periodi precedenti il quadriennio. In tal modo si salvaguarda, in gran parte dei casi, la durata delle prestazioni Naspi 2015 per i lavoratori stagionali, le quali, senza questa interpretazione, risulterebbero dimezzate rispetto alle durate del’Aspi, a causa dello scomputo dei periodo contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione della prestazione.
Ovviamente tale interpretazione, che risponde ad una nostra forte richiesta, interviene a favore dei lavoratori stagionali che richiederanno la Naspi nel corso del 2015, ma dal 2016 la questione resterà irrisolta, in assenza di interventi correttivi.

 

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