Politiche per la Coesione territoriale e per il Sud: le valutazioni della Cisl

Roma, 19 gennaio 2018. Il Ministro De Vincenti, nel corso della conferenza di fine mandato ha presentato delle slides sull’attuazione delle politiche per la Coesione territoriale e per il Sud. Sono delle informazioni utili per avere un aggiornamento sullo stato dell’arte dell’intervento e per la CISL anche un’occasione per attivare a livello regionale una verifica di quanto effettivamente attuato ed uno stimolo a definire più puntualmente cosa altro occorre mettere in campo per contrastare il divario regionale. 
Le slide ci dicono anzitutto lo stato delle risorse  per la coesione sia in termini di finanziamenti che di spesa.
In particolare segnalano:
· che la spesa dei fondi europei  ha raggiunto, a fine 2017, il livello sufficiente per  non perdere finanziamenti comunitari;
· che il FSC 2014-2020 è stato completamente programmato attraverso i Patti per lo sviluppo del Masterplan per il Sud e i piani settoriali .
Vengono inoltre forniti:
· i dati dell’attuazione dei patti in termini di lavori in corso, progetti in affidamento, opere in progettazione ecc.;
· lo  stato di avanzamento del contratto istituzionale di sviluppo ( CSI) di Taranto, nonché dal punto di vista settoriale l’avanzamento del CSI relativi alle infrastrutture e trasporti, fornendo l’avanzamento finanziario delle singole opere;
· la lista  di una serie di strategie nazionali messe in campo , in quanto condizionalità ex-ante,  perché  precondizioni alla possibilità di spesa dei Fondi Sie  ( strategia per la crescita, strategia per  la banda larga,  contrasto della povertà ecc..);
• un affondo sulle misure di incentivazione per le imprese e la decontribuzione per l’occupazione a sud che hanno entrambe avuto importanti risultati in termini di incremento di investimenti e numero di nuovi occupati.
Per concludere si fa il punto sulle misure appena attivate del “Decreto Sud”precisando che:
· per quanto riguarda le ZES (Zone economiche speciali), il DPCM di attuazione è alla firma del Primo Ministro; 
· mentre, per quanto riguarda la norma che dovrebbe garantire la addizionalità delle risorse per la coesione ai finanziamenti per investimenti derivanti dalla spesa ordinaria,  è in preparazione la direttiva del Presidente del Consiglio di indirizzo per le amministrazioni nazionali.
La  nostra valutazione rispetto a quanto esposto nella conferenza non può che essere articolata. Anzitutto, la Cisl ha apprezzato negli ultimi due anni la ripresa del confronto con il Governo in materia di Sud, e l’attivazione di più provvedimenti orientati allo sviluppo che abbiamo richiesto, sostenuto e contribuito ad orientare (Patti, ZES, Incentivi per le imprese e per l’occupazione). Queste politiche hanno inciso positivamente sulla crescita del PIL delle regioni meridionali e sulla ripresa dell’occupazione che, tuttavia, rimane ancora molto al di sotto del livello precedente alla crisi del 2008, anno in cui, è importante ricordarlo,  le regioni del Sud registravano un tasso di occupazione di circa 10 punti in meno rispetto al resto del paese.  
Alcune criticità si sono anche manifestate nel confronto sui Patti per lo sviluppo del Masterplan. Infatti, non tutte le Regioni hanno attivato tavoli di confronto ricorrenti sui patti di sviluppo e spesso le nostre strutture ci segnalano, la carenza di informazioni o  il lento avvio di opere da tempo attese.
Per quanto riguarda i Fondi europei, pur apprezzando l’avanzamento della spesa effettuata,  guardiamo con grande interesse e qualche preoccupazione al 2018 . Si dovranno,  infatti, spendere e rendicontare cifre molto consistenti (sette volte superiori a quanto fatto nel 2017). Sarà  necessario, come anche la  Commissione europea ha rilevato nel corso dei confronti annuali con le autorità di gestione dei programmi, rendere da subito operativi i bandi o i progetti che sembra siano stati già individuati e non rallentare i ritmi di realizzazione delle iniziative per tutto il periodo.  
Ciò chiederà un grande impegno ed una forte capacità di tutti gli attori, a partire dalla CISL, di identificare sul terreno le singole proposte di investimento attivate e verificare che esse generino innovazioni strutturali e nuovo lavoro. 
Sarà inoltre compito della Cisl insistere affinché la direttiva, per garantire  l’addizionalità delle risorse per la coesione ai finanziamenti ordinari per investimenti,  sia completata in questa coda di legislatura e poi applicata dal nuovo Governo.
Inoltre, rimane necessario proseguire il confronto sugli incentivi per l’occupazione al Sud per mantenere il rifinanziamento  almeno fino al 2023.
Infine, è necessario che le nostre strutture regionali inizino o proseguano il confronto sulla definizione delle ZES, prestando attenzione alla concentrazione territoriale, alla accelerazione nella definizione dei provvedimenti di semplificazione amministrativa, alla qualità degli investimenti e alle bonifiche. 

Stampa