Le osservazioni e le proposte della CISL in merito al disegno di legge di riforma della scuola

In sintesi  i punti su cui è più urgente un intervento emendativo:

È invece urgente definire un efficace modello di valutazione strutturato, di tipo istituzionale, affidato a soggetti di esperienza e comprovata competenza, che sia utile anche a valutare la figura del dirigente scolastico.

Rivendichiamo con forza che la definizione dei criteri di ripartizione del salario accessorio sia riservata alla contrattazione collettiva a livello decentrato, di istituto, che ha già dimostrato di garantire con equilibrio, e in coerenza alla specificità dei contesti, una funzione redistributiva trasparente e di effettiva premialità, legata ad obiettivi chiari e condivisi. Sarebbe opportuno valorizzare il ruolo della contrattazione in alternativa ad una rigida ed eccessiva legificazione, anche per consentire alle istituzioni scolastiche di attrezzarsi meglio e meglio rispondere, allocando strategicamente risorse economiche e funzionali sulla base delle specifiche esigenze e dei fabbisogni (si pensi ad es. ai fabbisogni delle cd. “aree a rischio” che richiedono alle scuole capacità e strumenti di lettura, presidio ed intervento – ai vari livelli didattici, metodologici, organizzativi, relazionali rispetto al territorio e alle comunità – ulteriori e diversificati..). 

Anche se il numero delle deleghe al Governo si è notevolmente ridotto, riaffermiamo la nostra contrarietà alla scelta di questo strumento, che non consente innanzitutto al Parlamento, quindi alla società civile, di portare il contributo necessario alla revisione di temi decisivi per il miglioramento della scuola italiana che, inoltre, meriterebbero investimenti e sostegni ben più idonei di quelli attuali.

Roma, 27 maggio 2015

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