Terzo settore e cooperative sociali: le Linee guida dell'Anac

L’Autorità nazionale anticorruzione ha emanato il 20 gennaio 2016 la Delibera n. 32 contenente le linee guida per l’affidamento dei servizi a enti del Terzo settore e alle cooperative sociali (pubblicate sulla G.U. n. 30 del 6.2.2016 ) ed ha prodotto una relazione di accompagnamento (entrambi i documenti sono allegati).
L’iniziativa dell’ANAC, si pone l’obiettivo di precisare, le procedure delle Pubbliche Amministrazioni per l’affidamento o l’acquisto di servizi - molto spesso di natura sociale - al Terzo settore, che a legislazione vigente, consentono di derogare rispetto al codice degli appalti.
Infatti finora la materia è stata caratterizzata da particolari elementi di complessità che riguardano almeno due aspetti: la mancanza di una disciplina organica concernente l’affidamento di contratti pubblici al Terzo settore (se si esclude il Decreto emanato a seguito della Legge 328/2000 ma per lo più inapplicato); la particolare natura dei servizi sociali (riconosciuta nelle normative europee ed ora oggetto di disciplina nella Legge delega prevista dal recente Codice degli appalti).
Il quadro si è ulteriormente deteriorato a causa degli effetti recessivi e delle conseguenti difficoltà economico finanziarie degli enti committenti che, anche a fronte di rigidità solo formali ed assenza di valutazioni e controlli, hanno favorito in alcuni casi fenomeni distorsivi con sfruttamento del lavoro, scarsa qualità delle prestazioni e dissipazione delle risorse pubbliche.

Le linee guida emanate dall’Anac affrontano, in maniera puntuale, numerosi argomenti, di seguito sintetizziamo quelli maggiormente rilevanti nell’attività di contrattazione sociale:

Le linee guida dell’ANAC, quindi, rappresentano un positivo e innovativo contributo che può sostenere il necessario processo di riforma complessiva delle politiche sociali, più volte richiesto dalla Cisl, che deve prevedere anche una diversa capacità di governance del sistema dei servizi da parte delle Amministrazioni pubbliche ed una qualificazione dei soggetti gestori dell’offerta e dell’occupazione del settore.
Tali richieste che le avevamo già avanzate nelle audizioni parlamentari nell’ambito dell’esame del disegno di legge delega per la riforma del Terzo settore, ancora in discussione al Senato, e proposte anche nella Legge delega relativa al recepimento delle direttive europee (nuovo Codice degli Appalti). Riteniamo che l’introduzione nel nuovo Codice del principio del superamento, anche per i servizi sociali, dell’uso indiscriminato del “massimo ribasso” potrà produrre solo effetti positivi ed un miglioramento nella qualità dell’organizzazione del sistema di offerta e delle prestazioni.

Allegati:
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