Contratti. Sbarra: "Oltre 3mila accordi aziendali stipulati da settembre 2017 ad oggi in tema di conciliazione vita-lavoro. Un successo della contrattazione. Il governo proroghi gli incentivi nel 2019"

lavoratorindustria28 novembre 2018 - Il Ministero del Lavoro ha recentemente pubblicato un report sui dati degli accordi di contrattazione aziendale che accedono alle misure di detassazione dei premi di risultato, loro traduzione in welfare e decontribuzione in tema di conciliazione vita-lavoro. Proprio su quest’ultimo punto le misure introdotte nel settembre del 2017 sembrano aver prodotto risultati molto interessanti.

Sono infatti 3.024 gli accordi aziendali depositati in poco più di un anno dal settembre 2017 al novembre 2018 che hanno negoziato misure migliorative delle disposizioni di legge o già previste dai contratti nazionali in tema di migliore conciliazione vita-lavoro, intervenendo su un aumento dei congedi parentali, previsione di asili o servizi di baby sitting, flessibilità degli orari, lavoro agile, ferie solidali.

Di questi accordi una parte (1.687) sono stati negoziati dentro accordi più ampi legati anche a premi di risultato, mentre una buona parte (1.337) sono stati negoziati in modo specifico e diretto, sulla base delle misure di decontribuzione in favore delle aziende orientate ad adottare con la contrattazione politiche migliorative per il benessere e la conciliazione di lavoratrici e lavoratori. “Siamo di fronte ad un caso di successo della contrattazione aziendale – dichiara a commento dei dati ministeriali Luigi Sbarra, segretario generale aggiunto Cisl – Aver prodotto in oltre 3mila aziende in poco più di 1 anno soluzioni in favore dei lavoratori per meglio conciliare i carichi di cura e familiari con il lavoro costituisce un significativo risultato dell’azione sindacale e delle misure di incentivazione previste.
Chiediamo al Ministro Di Maio e al governo – continua Sbarra - di rifinanziare nella legge di bilancio in discussione gli incentivi a questa contrattazione di qualità che finiscono con il 2018. Si tratta con tutta evidenza di risorse spese bene. Il sostegno alla genitorialità e ai carichi di cura di chi lavora deve essere al centro di politiche stabili e rafforzate, dalle quali la contrattazione potrà trarre ulteriori occasioni di sviluppo e diffusione”.

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