Lavoro. Cisl : "Decreto crescita corregge in parte alcuni errori della legge di bilancio, ma è insufficiente e non rappresenta la svolta economica per il paese"

Consiglio MInistriRoma, 5 aprile 2019. "Il decreto crescita corregge in parte alcuni errori della legge di bilancio, in particolare l'abbassamento dell'Ires, il ripristino del superammortamento al 130% degli investimenti tecnologici 4.0., il credito d'imposta, alcuni provvedimenti a favore delle piccole e medie imprese e per il settore dell''edilizia.

Purtroppo non ci sono risorse investite nella formazione e nella conoscenza, ma soprattutto in mancanza dello sblocca cantieri e dello sblocca opere, questo decreto appare del tutto insufficiente a modificare la situazione recessiva del paese e non rappresenta dunque la svolta economica  che il sindacato aveva sollecitato con la manifestazione unitaria  del 9 febbraio". Lo sottolinea la Segreteria della Cisl in una nota in merito al decreto crescita approvato dal Consiglio dei Ministri. "Non si affrontano in maniera seria  le questioni fondamentali che riguardano la crescita, il lavoro dei giovani, la spinta agli investimenti, la riduzione del cuneo fiscale sulle retribuzioni e sulle pensioni". Mancano, ancora una volta, misure strutturali adeguate per rilanciare i consumi, la crescita dei salari e dell'occupazione, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno, senza le quali il paese non ripartirà ma, anzi, aumenterà i propri ritardi rispetto agli altri paesi europei, con un peggioramento delle condizioni sociali  di milioni di persone. I dati recenti sulla recessione tecnica, la contrazione del pil e della produzione industriale, la riduzione dell'occupazione sia a tempo indeterminato che a tempo determinato, i ritardi sulla produttività, la mancanza di misure per la formazione delle nuove competenze e l'innovazione tecnologica,  tutti questi fattori ci fanno ritenere che i provvedimenti  annunciati  nel decreto crescita, se confermati, siano totalmente insufficienti a modificare le condizioni del paese. Se a questo si aggiunge la mancanza di un effettivo confronto con il sindacato sul decreto sblocca cantieri, di cui non si conosce ancora il contenuto, e la volontà di incentivare i sub appalti , il quadro diventa molto preoccupante".

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