Spettacolo. Furlan: "Momento drammatico per tutto il settore. Servono ammortizzatori sociali ed investimenti"

Protesta spettacoloRoma, 23 febbraio- “È un momento assolutamente drammatico per il mondo della cultura, dello spettacolo e delle arti, ma anche un momento in cui dobbiamo guardare alle opportunità per salvare questo settore così importante. Anche attraverso il recovery plan noi riusciremo ad avere risorse da investire in un settore importantissimo per il nostro Paese, che è quello della cultura e dello spettacolo”.

Lo ha detto la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, a Roma, davanti al Teatro dell'Opera, a margine dell’iniziativa dei sindacati di categoria a favore dei lavoratori dello spettacolo, per chiedere la ripartenza in sicurezza di tutto il settore. “Abbiamo centinaia di migliaia di lavoratrici e di lavoratori che da un anno sono drammaticamente fermi e parliamo anche di un settore così fortemente caratterizzante la cultura del nostro Paese, l’immagine dell’ Italia nel nostro Paese, Intrecciato ad un sistema del turismo assolutamente fondamentale per l’economia. Innanzitutto bisogna coprire il reddito di questi lavoratori. Abbiamo più volte chiesto che vengano modificati gli ammortizzatori sociali: oggi abbiamo troppi lavoratori, in particolare in questo settore, che non hanno un’adeguata copertura. Alcuni non ce l’ hanno proprio per niente. E poi bisogna investire, creare condizioni perché i teatri, i cinema possano essere riaperti in sicurezza. Significa moltissimo per il nostro Paese. C’ è un vecchio canto delle lavoratrici tessili di inizi ‘900 che diceva: ‘vogliamo il pane ed anche le rose’, ecco, allo stesso modo, il pane, il reddito, il lavoro, la cultura come pane quotidiano per l’anima, per noi questo è fondamentale. Per il sistema paese e per tanti lavoratori, spesso sconosciuti: conosciamo soltanto i grandi nomi, ma dietro ai grandi nomi ci sono migliania di uomini e di donne che vogliono riprendere a lavorare e guardare al futuro. I ristori sono stati importanti ma purtroppo non sono arrivati a tutti e spesso sono arrivati in ritardo. Dobbiamo anche entrare in una logica di investimento nella cultura, che è centrale per il nostro Paese. Ne abbiamo bisogno tutti”.

Stampa