Istat. Furlan: "Fuga centomila italiani all'estero frutto di mancate riforme. Ma inutile piangersi addosso. Occorre che ciascuno faccia la propria parte"

19 febbraio 2016 - “Non sorprendono affatto i dati diffusi oggi dall’Istat da cui emerge che centomila italiani hanno lasciato il nostro paese cancellandosi dall’anagrafe per trasferirsi all’estero. Purtroppo non siamo più il Bel Paese da tanti anni”. E’ quanto sottolinea la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan, commentando i dati dell’Istat sull’andamento demografico in Italia nel 2015. “Abbiamo la pressione fiscale tra le più alte in Europa, più di tre milioni di disoccupati con punte drammatiche in alcune regioni, stipendi e salari troppi bassi per una vita dignitosa, i servizi sociali che stanno paurosamente calando come ha certificato ieri la Corte dei Conti, infrastrutture vecchie e fatiscenti, un livello scandaloso e preoccupante di corruzione, insicurezza nelle città e delinquenza organizzata. Il risultato di tutto questo è una sfiducia degli italiani nei confronti del nostro paese, come dimostra anche il livello di scarsi investimenti delle nostre aziende in innovazione, ricerca, formazione. Ma il problema non è quello di piangersi addosso ma di fare ciascuno la propria parte per favorire la crescita e gli investimenti, attraverso una profonda riforma che deve riguardare l’assetto fiscale, le regole troppe rigide della previdenza, il sistema delle relazioni industriali, la cattiva gestione della Pubblica Amministrazione, attraverso una maggiore partecipazione dei corpi sociali e dei lavoratori nei luoghi dove si prendono le decisioni”. Ufficio Stampa Cisl

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