Appalti. Turri (Filca Cisl): "la riforma approvata oggi dal CdM , importante per la semplificazione e la legalità nel settore"

15 Aprile 2016 - “Forse chi si aspettava un cambiamento davvero epocale nella materia degli appalti resterà deluso, ma è indubbio che la riforma approvata oggi dal Consiglio dei Ministri ha il merito di semplificare e regolare una materia complessa e delicata, e introduce elementi positivi che non potranno che far bene al settore delle costruzioni, alle prese con una crisi senza precedenti e con evidenti problemi di legalità”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Filca-Cisl, Franco Turri.

“Gli aspetti positivi riguardano la spinta data al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa in sostituzione del massimo ribasso, che spesso avveniva disapplicando i contratti di lavoro, e quindi a svantaggio dei lavoratori, e la sinergia con l’Anac, soprattutto per quanto riguarda i controlli delle stazioni appaltanti sulla reale sussistenza dei requisiti oggetto dell’attestazione, segnalando alla stessa Anac eventuali irregolarità. Inoltre esprimiamo soddisfazione per il dietrofront del governo, che ha saggiamente mantenuto la soglia dei 150mila euro per l’attestazione Soa, che rischiava di salire ad 1 milione, ed ha reintrodotto all’articolo 105 il limite del 30% al subappalto, scomparso nelle precedenti versioni del testo. Per l'attestazione Soa auspichiamo adesso l'introduzione nel sistema di uno strumento efficace come la Patente a punti; per il subappalto, invece, chiediamo regole certe per evitare fenomeni come il subappalto a catena, dannosi per i lavoratori e il mercato".

"Restano perplessità per le disposizioni inserite nell’articolo 177, che prevedono l’affidamento in maniera diretta, nella misura massima del 20%, di lavori, progettazioni e manutenzioni. Un provvedimento che rischia di tradursi in centinaia di licenziamenti nelle società concessionarie autostradali, e sul quale abbiamo avanzato proposte serie e concrete che ci auguriamo vengano prese in considerazione. Adesso – ha aggiunto il segretario degli edili della Cisl – è ora che il governo investa seriamente sull’edilizia, settore anticiclico e molto importante per l’economia nazionale, anche perché in grado di ‘muovere’ circa 40 settori dell’indotto. Un settore che in passato ha rappresentato ben l’11% del Pil nazionale, ma che dall’inizio della crisi ha avuto un tracollo perdendo oltre 800mila posti di lavoro, a causa soprattutto degli esigui finanziamenti riservati dal governo all'edilizia e alle infrastrutture”, ha concluso Turri. Ufficio stampa Filca Cisl Nazionale

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