Lavoro. Dati Inps, Petteni: “prevedibile il calo, ma rimane importante la scelta di puntare sul tempo indeterminato”

Roma, 19 aprile 2016. “Per i primi due mesi del 2016 si registra un saldo mensile, tra assunzioni e cessazioni, pari a +167.000, ancora positivo, ma inferiore a quello del bimestre corrispondente 2015 (+244.000). La differenza è totalmente attribuibile alle posizioni di lavoro a tempo indeterminato, che sono in calo”. E’ quanto sostiene in una nota il Segretario Confederale della Cisl, Gigi Petteni commentando i dati Inps. “La spiegazione che l’Inps fornisce è quasi ovvia – aggiunge - il rallentamento era prevedibile in questi primi mesi del 2016, tenendo conto del fatto che a dicembre 2015 si sono registrati quasi 400.000 rapporti di lavoro attivati o trasformati con l’utilizzo dell’ esonero contributivo, pari a quasi quattro volte la media degli 11 mesi precedenti (107.000), trattandosi dell’ultimo mese in cui era attivo l’esonero pieno, che da gennaio, come è noto, è stato notevolmente ridotto”. “Resta il fatto che è importante aver puntato sui contratti a tempo indeterminato, incentivandoli. In Italia la riduzione del costo del lavoro è una scelta giusta e vanno trovate soluzioni a regime. Ma certamente questo non basta – sottolinea Petteni - vanno messe in campo politiche per il rilancio della crescita e dello sviluppo. Non nuova, purtroppo, neppure la crescita vertiginosa dei voucher, che prosegue da anni via via che l’ambito di utilizzo del lavoro accessorio è stato, a più riprese, ampliato, con un vero e proprio boom tra il 2012 e il 2013, in seguito alla legge Fornero di riforma del lavoro. Ora il Ministro Poletti dichiara da settimane di voler intervenire sulla tracciabilità dei voucher, ma un intervento del genere, seppur utile, è insufficiente”. “In alcuni settori si deve agire a monte, stringendo sulle regole di utilizzo, che vanno affidate alla contrattazione. Diversamente - conclude - il voucher, inizialmente introdotto con l’intento di bonificare sacche di sommerso, continuerà ad essere utilizzato in alternativa al lavoro regolare e a creare nuova precarietà”.

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