Voucher. Fai Cisl: serve una stretta anche in agricoltura

Roma, 3 giugno 2016. “Il mercato del lavoro agricolo rischia di essere snaturato dall'abuso dei voucher, e completamente destrutturato in caso di un malaugurato innalzamento dei massimali consentiti. Il governo non dia segnali contraddittori rispetto al lavoro che sta conducendo contro lo sfruttamento e il caporalato”. Lo afferma in una nota Fabrizio Colonna, Segretario Nazionale della Fai Cisl con delega alle politiche agricole, in merito alle indiscrezioni secondo le quali l'Esecutivo sarebbe in procinto di elevare, nel settore agricolo, il tetto massimo di 2 mila euro di retribuzione con i voucher per studenti e pensionati. “Se si procedesse in questo senso - continua il Segretario della Federazione agroalimentare della Cisl - si colpirebbero duramente i lavoratori, destrutturando e indebolendo il sistema di contrattazione, abbattendo tutele e assistenza. La tracciabilità, da sola, non basta a eliminare le storture di uno strumento che va completamente ridisegnato e sul quale occorre, anche nel settore primario, dare una stretta. Non si pensi di poter scambiare la tracciabilità con l'innalzamento dei massimali consentiti, la strada da percorrere va nel senso opposto: occorre ridurre, controllare e promuovere le contrattualizzazioni. In caso contrario si rischia di fare macelleria sociale e di dare un messaggio molto grave e contraddittorio rispetto alla battaglia che si sta conducendo in questi mesi contro lo sfruttamento del lavoro agricolo”, conclude Colonna.

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