Inps. Petteni: il mercato del lavoro è in ripresa, ma va corroborato con le politiche attive che sono una vera e propria urgenza

Roma, 7 luglio 2016. “Occupazione in aumento, soprattutto quella stabile, Cassa integrazione che si riduce, licenziamenti in calo, al contrario di quanto qualcuno temeva a seguito del forte ridimensionamento del perimetro di azione dell’art.18: il rapporto annuale dell’Inps ci restituisce la fotografia di un mercato del lavoro che reagisce positivamente agli stimoli combinati dei primi segni della ripresa economica e della normativa del Jobs Act e dello sgravio alle assunzioni”. Lo dice in una nota il Segretario confederale Cisl Gigi Petteni. “Ma dobbiamo fare tutti attenzione a non sopravvalutare questi risultati – sottolinea - i numeri infatti non devono nascondere le criticità. Da una parte, alcuni dati dei primi mesi del 2016 hanno andamento altalenante o ambiguo, basti citare le ore di cassa integrazione o l’aumento del gap di genere e soprattutto la crescita a dismisura dei voucher. Dall’altra non si può pensare che duri all’infinito la singolare situazione verificatasi nel 2015 di una crescita degli occupati a tempo indeterminato superiore alla crescita del Pil. Gli stimoli legislativi, seppur utili, non possono produrre risultati occupazionali oltre un certo livello, ora è il momento di interventi che accelerino la ripresa economica”. “Ciò non toglie - conclude - che ci attendiamo risultati in tempi stretti dal tavolo aperto con il Governo: va ristretto il campo di applicazione dei voucher, riportandoli alle attività realmente occasionali, e va portata a termine in fretta l’ultima parte del Jobs Act, quella relativa alle politiche attive, colpevolmente trascurate nella fase attuativa, cosa che non è più accettabile. La nuova Anpal, l’agenzia per le politiche attive, deve iniziare ad operare per la ricollocazione dei tanti disoccupati che, nonostante la ripresa occupazionale in corso, la crisi ha lasciato sul campo, e realizzare quella transizione da lavoro a lavoro ancora molto difficile in Italia”.

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