Caporalato. Sbarra (Fai Cisl): imprese e sindacati uniti per elevare tutele e competitività

Roma, 14 luglio 2016. "Lavoro e impresa devono fronteggiare insieme la vergognosa piaga del caporalato. La sfida è comune, configura una battaglia che riguarda sia le tutele dei lavoratori, sia le legittime ambizioni di aziende agricole che rispettano leggi e contratti, che sono la stragrande maggioranza nel nostro Paese, e che subiscono quotidianamente la concorrenza sleale delle cattive realtà che reclutano aguzzini, praticano abusi, mortificano i diritti dei lavoratori". Lo ha detto Luigi Sbarra, Segretario Generale della Fai Cisl, intervenendo questa mattina al Convegno "Impresa e Lavoro in Agricoltura", organizzato a Roma da Confagricoltura. "Il caporalato e lo sfruttamento in agricoltura si combattono con modelli partecipativi - ha aggiunto il leader della Fai Cisl - , valorizzando la contrattazione di secondo livello e la bilateralità provinciale, leve formidabili per governare il mercato del lavoro e l'incontro tra domanda e offerta sui territori". Istituzioni, impresa e sindacato devono quindi "marciare insieme, ognuno secondo le proprie responsabilità, nella direzione di un Patto per il riscatto del lavoro e della produttività, che punti ad incrementare le tutele e a rilanciare innovazione e competitività in agricoltura". "Da una parte - ha sottolineato ancora il sindacalista - occorre aggiornare e rafforzare strumenti legislativi che diano efficacia all'azione di controllo e repressione degli abusi; dall'altra bisogna valorizzare il contributo delle parti sociali sui territori, attivando anche i terminali provinciali della Rete del lavoro agricolo e della Cabina di regia. Lo abbiamo detto nella grande manifestazione sindacale unitaria di Bari e lo ripeteremo a Roma nel sit-in di martedì: il primo passo da compiere è l'approvazione del ddl 2217, che inasprisce le norme penali e rafforza gli strumenti partecipati introdotti dal decreto Campolibero nel 2014". "Chiediamo inoltre un passo indietro da parte del Governo sull'odiosa misura che eleva a 7 mila euro la retribuzione consentita dalla singola impresa mediante voucher, che smantella del tutto il rapporto di lavoro a tempo determinato. La definizione di nuove regole sui buoni lavoro va affidata alla contrattazione e orientata su modelli capaci di rispondere alle specificità di un settore che vive di stagionalità", ha concluso Sbarra.

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