Camere di Commercio. Cgil Cisl Uil: “Il decreto va cambiato. Garantire posti di lavoro e funzioni". Il 29 settembre manifestazione a Roma

Roma, 7 settembre 2016. “Il decreto sulle Camere di commercio va cambiato. E’ in gioco la difesa dei posti di lavoro, ma soprattutto il supporto alla crescita che le imprese chiedono e che le competenze dei 10.000 lavoratori del sistema camerale hanno fin qui assicurato”. Dopo la proclamazione dello stato di agitazione, Fp-Cgil Cisl-Fp e Uil-Fp lanciano una grande manifestazione nazionale a Roma per evitare “gli esiti disastrosi di un provvedimento sbagliato” e per chiedere “una riforma vera delle Camere di commercio che tuteli i lavoratori e rilanci lo sviluppo locale”. Il messaggio della mobilitazione è netto: “Made in Italy, accesso ai fondi Ue, consulenza aziendale, registro delle imprese, arbitrato e conciliazione, sostegno al credito. Di questo si sta parlando e non di centri di potere come li ha strumentalmente definiti il ministro Calenda. Smantellare il sistema camerale vuol dire lasciare le imprese e le comunità locali più sole di fronte alle difficoltà del Paese. Il sistema produttivo ha bisogno delle professionalità che le Camere di commercio esprimono”. “Il decreto attuativo della legge 124/2015 non fornisce affatto garanzie sufficienti”, spiegano le federazioni di categoria di Cgil Cisl e Uil. Diversi i nodi che preoccupano lavoratori e sindacati. A partire dai posti di lavoro, dove le garanzie restano ancora fumose e non in grado di assicurare la tenuta occupazionale prevista nella legge delega; l’inadeguatezza della fonti di finanziamento, rimaste ferme al taglio del 50% che, nel 2017, renderà impossibile l’operatività; il ruolo delle Unioni Regionali, indispensabile per assicurare il coordinamento tra le Camere; la previsione di sedi distaccate per garantire un’adeguata presenza sul territorio che, in caso contrario, sarebbe gravemente ridimensionata”. “Ecco perché il 29 settembre saremo in Piazza di Pietra a Roma (dalle ore 13) insieme a tanti lavoratori del sistema camerale”, concludono Fp-Cgil Cisl-Fp e Uil-Fpl. “Per dire chiaro e forte che la strada scelta dal Governo è sbagliata: le Camere di commercio vanno riorganizzate e rilanciate. Con meno costi, più competenze e più servizi innovativi”.

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