Alstom. Bentivogli (Fim Cisl): "La mobilitazione continua, l'azienda cambi il piano di riorganizzazione"

Roma, 7 Settembre 2016 - La mobilitazione proclamata dal Coordinamento Nazionale Fim, Fiom, Uilm, di Alstom, per cambiare il Piano di riorganizzazione in atto, continua nel corso di tutta la settimana. Alla ottima riuscita delle iniziative di sciopero del 5 settembre scorso a Lecco e Sesto San Giovanni, del 6 settembre a Firenze e del 7 a Savigliano, seguiranno quelle dell’8 a Bologna e Bari e del 9 a Roma e ancora a Savigliano. Dopo l’impegno di tutti i soggetti coinvolti, Lavoratori, Organizzazioni Sindacali e RSU, Istituzioni Regionali e Nazionali, che ha consentito l’acquisizione dell’importante commessa di Trenitalia sui treni regionali, l’Alstom continua a portare avanti un piano di riorganizzazione che penalizza fortemente i lavoratori e crea incertezze sulle prospettive di sviluppo e produzione di prodotti e servizi ferroviari in Italia. Per effetto di tale piano, già comunicato ai lavoratori con la consegna delle lettere: - 18 lavoratori di Savigliano saranno trasferiti a Sesto San Giovanni; - 11 lavoratori di Bologna saranno trasferiti a Sesto San Giovanni, ai quali si aggiungerebbero 22 lavoratori dichiarati in esubero, a causa della cessazione delle attività di manifattura in quel sito; - 16 lavoratori che risulterebbero in esubero a Sesto San Giovanni, quale primo effetto del cambiamento di missione produttiva, con l’abbandono della produzione e la concentrazione sulle attività di “service”. - un serio rischio di allocazione di importanti attività di progettazione e sviluppo in siti esterni all’Italia. “E’ ora che Alstom cambi il proprio Piano, assegnando agli stabilimenti italiani il lavoro che deriva dalla commessa sui treni regionali; inoltre, Alstom deve anche definire quale quota dell’importante commessa Amtrak, del valore di due miliardi di dollari, potrà essere sviluppata in Italia. In ragione di queste due importanti commesse, Alstom si impegni ad annullare i trasferimenti e gli esuberi dei lavoratori e, alla luce dei numeri contenuti, ricollocare nei siti di provenienza le persone coinvolte”. Negli stabilimenti italiani abbiamo le competenze per produrre i treni in Italia; il lavoro acquisito grazie alla capacità di progettazione, sviluppo ed esecuzione di prodotti e servizi, che sono patrimonio dei lavoratori italiani di Alstom, vanno utilizzate e valorizzate a pieno”.

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