Italcementi. Sindacati contro riduzione presenze lavoratori in Italia

Roma, 14 ottobre 2016. Entro la prima decade di novembre saranno spedite 90 lettere di licenziamento ad altrettanti lavoratori Italcementi dei siti di Scafa (Pescara) e Monselice (Padova). Lo ha comunicato la direzione di Heidelberg/Italcementi nel corso di un incontro a Roma, presso la sede di Federmaco, con il Coordinamento nazionale delle Rsu e le segreterie nazionali di FenealUil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil. “Ad oggi – spiegano i sindacati - non vi è certezza da parte del Governo circa la possibilità di prolungare gli ammortizzatori sociali previsti dalle norme vigenti (art. 42 legge 148/2015). L'azienda ci ha comunicato che, viste le proiezioni di mercato per il 2016 e il 2017, c’è il rischio che anche altri siti, in particolare i centri di macinazione, possano essere messi in discussione. Se cosi fosse, vi sarebbero ulteriori esuberi oltre a quelli già annunciati per la sede di Bergamo, per le cementerie e per due centri di macinazione”. I sindacati accusano: “L'assenza del Piano industriale da noi richiesto dopo l'acquisizione del Gruppo da parte di Heidelberg, la conferma che solo 40 ricercatori resteranno presso il centro mondiale di ricerca in Italia e solo 195 nella sede amministrativa, l'affermazione della direzione Italia di non essere in grado di modificare ciò che il gruppo Heidelberg deciderà in futuro, sono un segnale inequivocabile della intenzione di Italcementi di ridurre la propria presenza in Italia. Il coordinamento nazionale delle Rsu e le segreterie nazionali di Feneal, Filca e Fillea, rispediscono al mittente l’annuncio dell’azienda di voler dividere i lavoratori e procedere ai licenziamenti. Adesso - spiegano – chiederemo al ministero dello Sviluppo Economico un incontro urgente per capire a che punto è il confronto tra governo e direzione Heidelberg e per sollecitare in tempi brevi l'attivazione degli ammortizzatori sociali. L'assenza di un tavolo che negozia il piano industriale del gruppo Italia e l'assenza degli ammortizzatori sociali sono prospettive inaccettabili, che impediscono di gestire alcun processo di riorganizzazione. Ci aspettiamo dal governo un segno di concretezza sulla protezione sociale dei lavoratori, altrimenti l'impatto sociale sarà pesante”. Il confronto con la direzione Italia di Heidelberg Cement è stato aggiornato al 25 ottobre prossimo; in quell'occasione si discuteranno anche la richiesta delle organizzazioni sindacali di estendere il piano sociale firmato a Bergamo ai lavoratori dei siti produttivi in difficoltà, e il rinnovo del contratto integrativo aziendale.

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