Agroalimentare. Sbarra (Fai Cisl): "Proposte di modifica del sindacato al decreto legge n° 51 del governo in materia di Xylella"

Roma, 25 maggio 2015. "Dopo l'audizione alla Camera dei Deputati avuta nei giorni scorsi, alla 13° Commissione Agricoltura, che ha permesso al sindacato di rappresentare le ricadute della Xylella sul lavoro dipendente ed in particolare sul lavoro stagionale addetto alla lavorazione ed alla raccolta delle olive, ora servono delle modifiche specifiche che introducano nell'articolato di Legge i provvedimenti concreti che riconoscano anche al lavoro dipendente, così come giustamente viene fatto per le imprese, la perdita di lavoro e di contribuzione che ha colpito i lavoratori e che, in prospettiva, colpiranno per alcuni anni il settore, anche alla luce delle decisioni sanitarie che dalla Comunità europea si stanno approntando".

E' quanto ha affermato Luigi Sbarra, Commissario della Fai Cisl, a seguito dell'avvio della conversione in Legge del Decreto governativo in materia di Xylella, incardinato in Commissione agricoltura della Camera.
"L'audizione, ha proseguito Sbarra, ha trovato un ampio consenso della Commissione sulle preoccupazioni e sulle proposte del sindacato, ora ci aspettiamo quei cambiamenti del testo che in maniera esplicita riconoscano ai lavoratori dipendenti il beneficio derivante dallo stato di calamità, attingendo come riferimento alle giornate lavorate nel 2014 o nel 2013 se più favorevoli, superando altresì il vincolo delle giornate minime, poiché se saremo in presenza della eradicazione delle piante, così come indicato dalla Ue, ci troveremo, in molti casi, in assenza totale di lavoro per le operazioni di raccolta".
"La presentazione di emendamenti in tal senso, ha concluso Sbarra, mirano a tutelare la grave perdita di lavoro che l'infezione sta provocando, ma le proposte del sindacato mirano anche a favorire una ripresa ed una riconversione della olivicoltura nazionale attingendo e mirando gli interventi a favore di quelle produzioni che garantiscano la qualità del prodotto italiano e, allo stesso tempo, offrano impianti e tecniche produttive che favoriscano un lavoro di qualità, come differenziale del prodotto "Made in Italy", anche nel settore dell'olio d'oliva.

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